Ex Ilva: 7 miliardi di risarcimento chiesti dai commissari ad Arcelor Mittal, "C'è stato un disegno predatorio"
di c. b.
I commissari straordinari di Acciaierie d’Italia — Giovanni Fiori, Giancarlo Quaranta e Davide Tabarelli — hanno avviato un’azione risarcitoria da 7 miliardi di euro nei confronti degli ex amministratori e di Arcelor Mittal. Lo si apprende da un documento di sintesi predisposto dai commissari insieme ai loro legali.
Secondo quanto riportato nel documento, il dissesto di Acciaierie d’Italia non sarebbe riconducibile a singoli errori di gestione né a un improvviso deterioramento del contesto industriale, bensì all’esito di una strategia unitaria, consapevole e protratta nel tempo. Una condotta che, sempre secondo i commissari, avrebbe avuto come obiettivo il sistematico e unilaterale trasferimento di risorse a favore della multinazionale dell’acciaio.
"Sul piano operativo, la gestione commissariale, all'esito delle attività di indagine disposte, ha anche appurato l'esistenza di gravi carenze manutentive e danneggiamenti agli impianti di Ilva, con effetti diretti e dirompenti sulla capacità produttiva degli stabilimenti, da cui è scaturita una richiesta di risarcimento da parte di Ilva per Euro 947,4 milioni di euro". E' quanto si legge in un documento di sintesi elaborato dai commissari e dai loro legali che l'ANSA ha visionato sull'azione risarcitoria avviata dai commissari nei confronti di Arcelor Mittal. "Un deterioramento questo - si legge nel documento - che potrebbe configurare un ulteriore responsabilità per danneggiamento del patrimonio aziendale ed industriale".
"Sono emerse, infine, criticità nella dichiarazione dei livelli produttivi ai fini del rilascio dei certificati ETS che hanno già formato oggetto di un esposto dinanzi alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano per un'ipotesi di truffa aggravata legata alla possibile manipolazione dei dati sulle emissioni di CO2, finalizzata all'ottenimento di quote di emissione gratuite".
"Il complesso delle circostanze emerse all'esito delle indagini disposte dalla gestione commissariale offre quindi un quadro unitario e continuativo di responsabilità potenzialmente ascrivibili a ArcelorMittal e agli amministratori di Acciaierie d'Italia: si è trattato non di episodi isolati, ma di tasselli di un unico e articolato disegno predatorio, attuato dal 2018 al 2024". E' quanto si legge in un documento di sintesi elaborato dai commissari e dai loro legali che l'ANSA ha visionato sull'azione risarcitoria avviata dai commissari nei confronti degli amministratori e di Arcelor Mittal. "Un quadro che, se confermato in sede giudiziaria, potrebbe aprire la strada a responsabilità civili e penali di ampia portata, coinvolgendo amministratori e altri soggetti terzi che avrebbero concorso, consapevolmente, alla realizzazione del disegno predatorio di ArcelorMittal".
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