Autotrasporto italiano sotto pressione: meno imprese, più concentrazione e nuove sfide per il settore

di Redazione

2 min, 17 sec
Autotrasporto italiano sotto pressione: meno imprese, più concentrazione e nuove sfide per il settore

Il settore dell’autotrasporto in Italia sta attraversando una fase di profonda trasformazione, spinta da inchieste giudiziarie, tensioni geopolitiche e nuove regole che stanno ridisegnando equilibri e modelli di business. In questo scenario, i committenti tendono sempre più a rivolgersi a grandi operatori, capaci di offrire stabilità e maggiore capacità organizzativa.

Secondo la quinta edizione del rapporto «100 numeri per capire l’autotrasporto – Tutti sotto pressione davanti ai cambiamenti», curato da Federtrasporti (Federservice) e dalla redazione di Uomini e Trasporti e presentato al Transpotec Logitec di Milano, oggi poco più di 1.000 aziende controllano gran parte del mercato: generano circa un terzo del fatturato complessivo e detengono il 32,5% del parco mezzi circolante.

Negli ultimi dieci anni il comparto ha perso oltre 20.000 imprese, di cui più di 4.500 solo dal 2024. Le aziende attive nel trasporto merci su strada risultano oggi 76.083 secondo i dati Infocamere-Unioncamere. Di queste, il 37,4% è costituito da società di capitali, l’unica tipologia in crescita (+46% dal 2015 al 2025), mentre le ditte individuali sono in forte contrazione, con oltre 20.000 cessazioni e una riduzione del 40%.

Resta in difficoltà soprattutto la piccola impresa: circa 33.000 realtà cercano di resistere in un mercato caratterizzato da margini molto ridotti, tra il 2% e il 3%, insufficienti per investimenti strutturali. A questo si aggiunge una forte criticità generazionale, con oltre 86.000 autisti destinati alla pensione nei prossimi cinque anni, pari al 28% della forza lavoro attuale, a fronte di un ricambio ancora insufficiente.

Sul piano economico, nel 2024 in Italia sono state trasportate 1,11 miliardi di tonnellate di merci su strada, collocando il Paese al quinto posto in Europa per volumi. Il comparto genera oltre la metà del fatturato della contract logistics, che vale 112 miliardi di euro, con l’autotrasporto che pesa per circa 60 miliardi.

La struttura del mercato appare sempre più concentrata: appena 1.068 grandi imprese producono 17,4 miliardi di fatturato, con valori medi di 16,3 milioni per azienda, contro i 433 mila euro delle restanti realtà. In totale, sono 94 le imprese che superano i 50 milioni di fatturato.

Anche le recenti inchieste della Procura di Milano hanno inciso profondamente sul settore, portando a 37 procedimenti che hanno comportato versamenti per oltre un miliardo di euro all’Erario e 116 milioni tra Inail e Inps, oltre alla regolarizzazione di oltre 54.000 lavoratori. Un’evoluzione che ha contribuito a ridefinire i criteri di accesso al mercato, oggi sempre più orientati verso solidità finanziaria, tracciabilità e compliance.

Nella classifica dei principali operatori spicca BRT, con 1,9 miliardi di euro di fatturato, seguita da Arcese Trasporti e STEF Italia. Il settore si conferma quindi sempre più polarizzato tra grandi gruppi strutturati e una rete di operatori minori in progressiva contrazione, in un contesto di crescente complessità normativa e competitiva.

Per restare sempre aggiornati sulle principali notizie sulla Liguria seguiteci sul canale Telenord, su Whatsapp, su Instagramsu Youtube e su Facebook.