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Autostrade, un progetto da 100 aree per ricariche elettrriche

di Alessandro Bacci

L'Ad Tomasi. "Quest'anno presenteremo i progetti per 67 aree di servizio per l'implementazione 2022-2023"

"Lavoriamo su un futuro entusiasmante per i trasporti ma anche molto complesso. Un futuro che riguarda la parte di ammodernamento di una rete infrastrutturale nevralgica per il sistema Paese e immaginiamo questa rete per le generazioni future e per darle ulteriori 50 anni di vita utile". Lo afferma Roberto Tomasi, amministratore delegato di Autostrade, a margine della presentazione dell'Academy che il gruppo sta per lanciare insieme all'Università Federico II di Napoli.

"Non possiamo immaginare - ha spiegato - una mobilità che non tenga conto dell'ambiente. Cambieremo i nostri modi di spostarci, cambieranno anche i modi con cui le merci si sposteranno. Se non avremo la tecnologia e non riusciremo a immaginare, sbaglieremo una prospettiva. Bisogna ragionare in termini di multimodalità. Immaginiamo la penetrazione dell'elettrico al 2030 con previsioni del 30% dei mezzi che avranno alimentazione elettrica e il 60% delle auto saranno di livello L4 o L5, vuole dire che salgo in macchina e non devo far nulla, mi porta lei door to door e il livello di sicurezza si alza. Noi abbiamo un programma ambiziosissimo di infrastrutturazione elettrica. Abbiamo già due ricariche fast charge, vuol dire che in 15-20 minuti si ricarica il mezzo e per quest'anno presenteremo i progetti per 67 aree di servizio per l'implementazione 2022-2023: ne stiamo immaginando più di cento, perché l'unico modo per poter penetrare sull'elettrico è avere un'infrastruttura e una rete per la ricarica". 

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