AstraZeneca, riunione Aifa-ministero per nuove indicazioni sull'utilizzo

di Alessandro Bacci

Per una decisione definitiva, però, bisognerà attendere il pronunciamento dell'Agenzia europea dei medicinali Ema, atteso entro giovedì

AstraZeneca, riunione Aifa-ministero per nuove indicazioni sull'utilizzo

Si terrà oggi nel tardo pomeriggio, secondo quanto confermano alcune fonti, una riunione tra i tecnici dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) e ministero della Salute in merito ad eventuali ulteriori indicazioni sull'utilizzo del vaccino anti-Covid di AstraZeneca.

Per una decisione, tuttavia, si attenderà il pronunciamento dell'Agenzia europea dei medicinali Ema, atteso entro giovedì, sull'eventuale correlazione tra il vaccino ed i rarissimi eventi trombotici segnalati in vari Paesi. In Italia hanno fatto discutere due morti di trombosi avvenute in due giorni consecutivi: uno a Genova, dove ha perso la vita una donna di 32 anni, e uno a Palermo, con il decesso di un 45enne. Entrambi avevano ricevuto la dose di AstraZeneca nelle scorse settimane ma per il momento non sembra esserci una correlazione tra morte e vaccino.

"È possibile, per maggiore precauzione, che l'Agenzia europea dei medicinali Ema indichi che per una determinata categoria è meglio non utilizzare il vaccino anti-Covid di AstraZeneca". Lo ha affermato a Radio 24 il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, precisando tuttavia che "questo è successo anche per tanti altri famaci" e che nel caso di AstraZeneca il vaccino è stato utilizzato "in un numero estremamente alto di soggetti, mentre gli eventi trombotici rari segnalati sono pochissimi". "Non vi è ombra di dubbio che vi sia un rapporto rischio-beneficio positivo", ha aggiunto.

L'Ema, ha spiegato Sileri, "può cioè individuare dei sottogruppi di popolazione che presentano un come un denominatore per un maggiore livello di rischio, e valutare il rapporto causa-effetto in tali gruppi" in relazione agli eventi trombotici rari che sono stati segnalati. Quanto alla possibilità che l'Ema arrivi quindi a limitare l'uso del vaccino escludendo alcune categorie, ciò, ha sottolineato Sileri, "rientra nei processi di farmacovigilanza ed è già successo per tanti altri farmaci, a partire dall'aspirina, per la quale a partire dagli anni '80 è stato posto un limite d'uso per la fascia dei bambini sotto i 12 anni per alcuni eventi avversi".