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AstraZeneca, l'Ema: "Possibile collegamento con le trombosi ma età e genere non sono fattori di rischio"

di Marco Innocenti

L'Agenzia europea del farmaco: "Impossibile dare indicazioni specifiche con i dati che abbiamo finora"

L'atteso responso dell'Ema, l'agenzia europea dei medicinali, è arrivato pochi minuti dopo le 16. In diretta dalla sede di Amsterdam, gli esperti del Prac (il comitato di sicurezza dell'ente) alla fine non hanno espresso alcuna indicazioni nei confronti dei paesi europei che, nei giorni scorsi, hanno sollevato dubbi circa l'utilizzo del vaccino AstraZeneca in relazione ai rari casi di trombosi, alcuni purtroppo letali come l'ultimo della 32enne insegnante genovese Francesco Tuscano.

"Nelle ultime settimane il Prac ha confermato che i benefici del vaccino Astrazeneca sono evidenti e i rischi sono molto rari - è stato spiegato dalla direttrice dell'Ema Emer Cooke nel corso della conferenza stampa - Il Prac ha condotto un report su questi eventi molto rari con l'aiuto di un gruppo di esperti che ha analizzato il dato. Il Comitato ha portato a termine il dettaglio dei casi e 18 di questi sono stati fatali. Dopo un'estesa discussione, le conclusioni sono che questi coaguli sono effetti molto rari del vaccino. Si tratta di condizioni molto insolite e rare. I dati però non ci hanno permesso di rilevare una spiegazione unica ma pensiamo ad una risposta immunitaria che porta a un disturbo atipico, simile alla trombocitopenia indotta da eparina. Al momento non è possibile identificare specifici fattori di rischio, quindi il comitato non può individuare una risposta specifica considerando che età e genere non sono specifici fattori di rischio".

"Impossibile al momento analizzare l'incidenza dei casi su un gruppo specifico come le donne al di sotto dei 60 anni - hanno specificato gli esperti Ema - ma quello che sappiamo che il rischio è molto basso".