Amt, Salis frena i tagli e attacca Bucci: "La Regione faccia la sua parte". Piciocchi: "Hanno fatto scappare banche e fornitori"
di Stefano Rissetto
La sindaca mette nel mirino il presidente della Regione, la replica dall'ex numero due di Bucci a Palazzo Tursi
Schiarita sul futuro di Amt, ma la sindaca Silvia Salis attacca Marco Bucci come presidente della Regione e predecessore in Comune; la replica, a Liguria Live, arriva dall'ex vicesindaco Pietro Piciocchi.
IL QUADRO - Con l’entrata in vigore del nuovo orario invernale il prossimo 14 settembre, i percorsi delle linee urbane ed extraurbane del trasporto pubblico del Comune e della Città Metropolitana di Genova, gestite da Amt, non subiranno alcuna modifica. È quanto deciso questa mattina nel corso del vertice convocato a Palazzo Tursi dalla sindaca di Genova, Silvia Salis, con i vertici dell'azienda, a cui hanno partecipato tra gli altri anche il vicesindaco, Alessandro Terrile, e l'assessore alla Mobilità, Emilio Robotti.
Al fine di contenere in modo significativo la riduzione del servizio prospettata da Amt da qui alla fine dell’anno, nel rigoroso rispetto di quanto previsto dalla procedura negoziata della crisi, il Comune di Genova investirà ulteriori risorse in Amt per un valore compreso tra 1,5 e 2 milioni di euro. L'importo esatto verrà quantificato con precisione a seguito dei dovuti approfondimenti tecnici previsti nei prossimi giorni.
Questa nuova iniezione di liquidità da parte dell'amministrazione, che farà salire a quasi 37 milioni di euro il contributo complessivo del Comune all’azienda, consentirà ad Amt di non dover intervenire con modifiche sui percorsi delle linee prima del 14 settembre.
Inoltre, la sindaca Silvia Salis ha richiesto all’azienda di avviare lo studio – anche avvalendosi di collaborazioni esterne – di un piano complessivo di revisione di tutta la rete. L'attuale impianto, studiato quarant’anni fa, risulta ormai inadeguato alle moderne esigenze di mobilità della città e dei suoi cittadini. Questa revisione verrà elaborata in stretta collaborazione con i territori, i presidenti di Municipio e i sindaci dei Comuni della Città Metropolitana, anche attraverso una serie di incontri in parte già programmati, e terrà conto anche dei dati reali della domanda di servizio a disposizione dell’azienda.
STRATEGIA - «Ho chiesto che le nuove risorse del Comune vengano impiegate dall’azienda esclusivamente per mitigare il più possibile la riduzione prospettata sia sul servizio urbano che su quello extraurbano - dichiara la sindaca Silvia Salis – Abbiamo ritenuto che le modifiche dei percorsi non potessero essere realizzate in urgenza ma che, per essere efficaci e gestibili, comportando in alcuni casi anche il cambiamento delle abitudini della popolazione, abbiano necessità di più tempo per essere elaborate e comunicate correttamente».
«Questo non vuol dire che non cambierà nulla – prosegue la sindaca - l’azienda è in crisi e lo sappiamo bene, ma significa che il Comune ci sta mettendo tutto quello che può, e anche un po’ di più, per far sì che i disagi per i cittadini siano ridotti al minimo possibile. Rispetto allo scorso anno, il servizio erogato subirà inevitabilmente una contrazione media di circa il 10%, ma ho preteso da Amt una garanzia: le corse effettivamente previste dall’orario devono essere effettuate, eliminando di fatto l’odiosa situazione delle corse saltate all'ultimo minuto. E la modifica delle frequenze non dovrà penalizzare gli orari di punta. Se è necessario sacrificare qualche corsa per salvare l’azienda, deve essere altrettanto inderogabile che le corse programmate vengano svolte tutte».
L'ATTACCO - Quindi il durissimo attacco di Silvia Salis alla Regione e ai precedessori Marco Bucci e Pietro Piciocchi. La sindaca di Genova, in merito alla crisi Amt, rileva che "il nostro atteggiamento costruttivo, che comporta un grande sacrificio e impatta sugli altri servizi comunali, al momento non sta trovando uguale sensibilità da parte della Regione Liguria, che sembra quasi aver messo in campo scientemente un atteggiamento ostruzionistico. Alcuni esponenti del centrodestra regionale continuano a ripetere di non conoscere i piani e i numeri di Amt: tralasciando il fatto che chi oggi guida la Regione era il sindaco di questa città proprio quando questi numeri si andavano a comporre, questa affermazione è semplicemente smentita dai fatti. Lo dimostra in modo inequivocabile la PEC inviata da Amt lo scorso 16 marzo alla Regione, all’attenzione del suo presidente, e a tutti i Comuni soci contenente lo Stato patrimoniale e il Conto economico dell’azienda al 31 dicembre 2024. E non è l’unico documento che prova come la Regione abbia avuto accesso a tutte le informazioni necessarie. Ora questa farsa deve finire. Queste continue esternazioni generano apprensione e nervosismo nella società ed esasperano i rapporti tra l’azienda e il territorio. È un atteggiamento istituzionalmente inaccettabile".
"Per questo motivo – conclude la sindaca di Genova – esortiamo ancora una volta la Regione a rendere immediatamente disponibili i 15 milioni di euro promessi a luglio, la cui erogazione sembra essere stata rinviata sine die, comportando gravissimi problemi di cassa per l’azienda. Ricordiamo a tutti che se questo piano di salvataggio, che in quanto tale deve purtroppo contenere anche una razionalizzazione del servizio, non dovesse andare in porto, gli scenari che si aprirebbero sarebbero decisamente nefasti per l’azienda e per la città. Con una certezza: la necessità di accertare le reali responsabilità che, in caso di un eventuale fallimento, potrebbero anche aumentare a livello penale".
LA REPLICA - In collegamento con Liguria Live, Pietro Piciocchi osserva: "Inizio da una considerazione di base: sin da Bucci — che non ha governato un mese o un anno, ma otto anni — i problemi di Amt sono sempre stati gestiti.
Le corse non saltavano, l'orario non veniva modificato, tagli del servizio non ce n'erano, gli autobus circolavano. Dopo un anno ci troviamo nella situazione attuale.
Quindi, anziché dare sempre la responsabilità a chi c'era prima, che evidentemente la situazione la gestiva, forse bisogna porsi delle domande sulla modalità con cui la situazione è stata affrontata in questi mesi.
Il sindaco sostiene di avere un atteggiamento costruttivo. L'atteggiamento del sindaco e della sua amministrazione, fin dall'inizio, nei confronti di AMT — l'ho detto più volte — è stato, nei confronti di una società che personalmente vive del credito e dell'anticipazione bancaria, quello di essere riusciti in una cosa che nessuno era mai riuscito a fare in passato: hanno fatto scappare tutte le banche, hanno fatto scappare tutti i fornitori, hanno diffuso una reputazione assolutamente negativa, collocando questa azienda in una blacklist.
E questo per non affrontare problemi di carattere strutturale che sono propri di tantissime aziende del trasporto pubblico locale.
In Italia, in questi anni, i costi sono aumentati a dismisura. Purtroppo, il contributo al trasporto pubblico è rimasto sostanzialmente invariato.
Poi leggo quello che ha dichiarato il sindaco Sala sulla situazione di deterioramento dei conti del trasporto pubblico nel Comune di Milano. Quindi questa è una considerazione di contesto.
Io penso che siamo veramente al paradosso: grazie agli interventi della Regione e agli interventi del Comune, mai come in questo momento l'azienda ha emesso tutto il possibile per ottenere così tanti denari, eppure ci troviamo di fronte a un piano di tagli che, di fatto, non ha precedenti.
Allora, sinceramente, oggi rimproverare la Regione, che sta facendo la propria parte, quando io ricordo che questa azienda, in base al piano di risanamento, verrà ricapitalizzata grazie a 40 milioni di euro, dico 40 milioni di euro che mette la Regione.
La ricapitalizzazione si fa con i soldi liquidi della Regione, più il contributo ordinario annuale, questi famosi 15 milioni.
Il presidente ha chiarito da tempo che, non appena saranno definite le spettanze da parte dello Stato, quindi il contributo, arriveranno all'azienda altri denari della Regione.
Quindi non mi si può dire che la Regione non stia facendo la propria parte. Questo, onestamente, va detto. Penso che l'atteggiamento debba cambiare. Debba essere un ragionamento collaborativo, perché trovo surreale accusare la Regione di non fare la sua parte quando, di fatto, ad oggi, l'unico atto concreto che abbiamo in questa situazione di confusione totale è una delibera da 40 milioni di euro.
L'azienda non è della Regione, ma è del Comune.
A prescindere poi da queste considerazioni, invece, voglio dire una cosa sull'intervento di oggi.
Quest'estate abbiamo assistito a uno spettacolo dal quale, direi, dobbiamo trarre una conclusione: questa amministrazione non governa la regia.
Perché, francamente, che dieci, quindici giorni fa venga calato dall'alto e comunicato un piano draconiano di tagli del servizio, dopo che alcuni sindaci di centrosinistra insorgono e i presidenti di municipio protestano, significa che il sindaco e il vicesindaco evidentemente non hanno una regia politica.
L'azienda era completamente abbandonata per due settimane, il sindaco girava per le Feste dell'Unità a parlare di tematiche nazionali che sappiamo stare molto a cuore.
Benissimo. Dopo due settimane, in questa riunione, improvvisamente spuntano 2 milioni di euro e ci viene detto, da un lato, che l'orario resta, con solo un taglio del 10%.
Io, francamente, come queste due azioni stiano insieme non l'ho capito.
Comunque, quello che denuncio oggettivamente è una situazione fuori controllo, fatta di continui stop and go, di continui cambiamenti di scenario.
I numeri del bilancio esistono. È inutile che il sindaco dica: “Abbiamo trasmesso a marzo il conto economico e lo stato patrimoniale del 2024”.
Ma se quel bilancio non è stato approvato dall'assemblea, perché questa è la situazione? Si ha a corredo di quel bilancio la relazione della società di revisione, la certificazione della società di revisione. Ma di che cosa stiamo parlando?
Allora, francamente, sono contento se il Comune individua maggiori risorse. Poi vedremo che cosa succederà nei prossimi giorni.
Francamente, però, sono molto preoccupato perché il bilancio non è stato approvato".
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