Amt, Salis: "Chi oggi guida la Regione era sindaco di Genova quando Amt stava andando in crisi, tiri fuori i 15 milioni per salvarla"
di R.P.
"Necessario accertare le reali responsabilità che, in caso di un eventuale fallimento, potrebbero anche aumentare a livello penale"
Durissimo attacco di Silvia Salis alla Regione e ai precedessori Marco Bucci e Pietro Piciocchi. La sindaca di Genova, in merito alla crisi Amt, rileva che "il nostro atteggiamento costruttivo, che comporta un grande sacrificio e impatta sugli altri servizi comunali, al momento non sta trovando uguale sensibilità da parte della Regione Liguria, che sembra quasi aver messo in campo scientemente un atteggiamento ostruzionistico. Alcuni esponenti del centrodestra regionale continuano a ripetere di non conoscere i piani e i numeri di Amt: tralasciando il fatto che chi oggi guida la Regione era il sindaco di questa città proprio quando questi numeri si andavano a comporre, questa affermazione è semplicemente smentita dai fatti. Lo dimostra in modo inequivocabile la PEC inviata da Amt lo scorso 16 marzo alla Regione, all’attenzione del suo presidente, e a tutti i Comuni soci contenente lo Stato patrimoniale e il Conto economico dell’azienda al 31 dicembre 2024. E non è l’unico documento che prova come la Regione abbia avuto accesso a tutte le informazioni necessarie. Ora questa farsa deve finire. Queste continue esternazioni generano apprensione e nervosismo nella società ed esasperano i rapporti tra l’azienda e il territorio. È un atteggiamento istituzionalmente inaccettabile".
"Per questo motivo – conclude la sindaca di Genova – esortiamo ancora una volta la Regione a rendere immediatamente disponibili i 15 milioni di euro promessi a luglio, la cui erogazione sembra essere stata rinviata sine die, comportando gravissimi problemi di cassa per l’azienda. Ricordiamo a tutti che se questo piano di salvataggio, che in quanto tale deve purtroppo contenere anche una razionalizzazione del servizio, non dovesse andare in porto, gli scenari che si aprirebbero sarebbero decisamente nefasti per l’azienda e per la città. Con una certezza: la necessità di accertare le reali responsabilità che, in caso di un eventuale fallimento, potrebbero anche aumentare a livello penale".
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