Amiu Genova, Tiziana Merlino resta in azienda: si sposterà al settore Ricerca e Sviluppo

di Marco Innocenti

Lo conferma il presidente Pongiglione in un'intervista nella quale commenta i dati della differenziata 2019 e traccia il futuro prossimo dell'azienda

Tiziana Merlino resterà in Amiu. L'attuale direttore generale, che secondo alcune indiscrezioni circolate nelle ultime ore avrebbe potuto lasciare l'azienda, ricoprirà un nuovo ruolo e dirigerà il dipartimento Ricerca e Sviluppo che, nel piani di Amiu, diventerà uno dei settori chiave del prossimo futuro. Nessun addio all'orizzonte, quindi.

“Noi abbiamo un'evoluzione significativa della nostra azienda che è legata soprattutto al nuovo contratto di servizio ma non solo – spiega Pietro Pongiglione, presidente di Amiu Genova nel corso di un'intervista esclusiva con la nostra emittente nel corso della quale, fra le altre cose, ha commentato i dati della differenziata e molto altro - Un qualcosa che finora è mancato nell'azienda, da sempre, è l'attività di ricerca e sviluppo e di progettazione impiantistica, che noi vorremmo fosse un nostro obiettivo di medio-breve periodo”.

“Questo ci ha portato a pensare nel prossimo futuro di riorganizzare anche questo settore - prosegue Pongiglione - che già esiste ma non in maniera strutturata pienamente. La dottoressa Merlino avrà un ruolo in questa attività che si andrà significativamente a evolvere perché riteniamo che sia un obiettivo del futuro, di alto livello ma che si deve guardare perché guardando all'orizzonte oppure al di sotto di esso non si va da nessuna parte”.

Capitolo raccolta differenziata. Gli ultimi dati disponibili, quelli relativi al 2019, mostrano una Liguria che cresce ma lo fa un po' a macchia di leopardo: Genova, pur crescendo, resta indietro rispetto agli altri centri urbani. "Tutti i numeri sono decifrabili - spiega Pongiglione - e volendo, anche tirabili da una parte o dall'altra a proprio piacimento. Genova purtroppo, grazie alla presenza della discarica di Scarpino, è stata abituata a buttare tutto là. Questo è stato un bene da una parte, finché è stato consentito dalla legge, perché costava poco ma è stato un male, dall'altra parte, perché le abitudini dei cittadini sono rimaste arretrate. E questa è la motivazione storica. Naturalmente Amiu sta facendo molto e i risultati sono di una crescita contenuta anche per alcuni effetti esterni come ad esempio il crollo del Ponte Morandi. Questo evento, oltre a portar via le vite di due colleghi che restano sempre nei nostri cuori, ha anche portato via un impianto molto importante. Questo ha comportato un rallentamento nella gestione della raccolta differenziata. Poi anche il fatto di essere al termine di un contratto di servizio ha comportato l'impossibilità di fare degli investimenti necessari sull'impiantistica e sulle attrezzature di raccolta, cosa che invece dal 1° gennaio potremo tornare a fare perché abbiamo appena sottoscritto un nuovo contratto di servizio di 15 anni. Questo vuole dire un corrispettivo di oltre 2 miliardi di euro che consentono di avere una bancabilità del contratto per rinnovare il parco mezzi e i contenitori stradali che, nell'arco di 2 o 3 anni, verrà completato".

"Anche questo però non è sufficiente - prosegue Pongiglione - Ci vuole anche la collaborazione da parte dei cittadini. Se facessimo in casa il calcolo di quanta differenziata si può fare stando attenti, si arriva anche al 90%. Però bisogna farlo. O si fa come negli Stati Uniti, dove i cittadini gettano tutto insieme e poi impianti sofisticati separano, ma in Italia è proibito per legge, oppure bisogna avere una collaborazione. Se io nel sacchetto dell'indifferenziato getto tutto, poi è impossibile separare".

Alcune città hanno scelto la strada della digitalizzazione, sviluppando strade quali i cassonetti intelligenti e la "tracciabilità" di quanto gettato dai singoli utenti. "C'è anche questo nel futuro di Genova - spiega ancora Pongiglione - Gli impianti di raccolta che installeremo dal prossimo anno sono già di questo tipo. Ci saranno i cassonetti intelligenti che "capiscono" quando sono pieni, quando sono rimasti aperti, quando viene conferito materiale sbagliato, che capiscono chi ha conferito cosa tramite l'apertura con tessera personale. Certamente questo aiuterà molto perché consentirà di individuare le persone che non hanno un comportamento corretto e anche di fare raccolta più mirata, facendola cioé solo dove il cassonetto è pieno. Ci vorrà un po' di tempo ma è stato tutto programmato".