Affitti brevi, Ape-Confedilizia contro la proposta Avs: “Rischia di violare la proprietà privata e danneggiare turismo ed economia”
di Katia Gangale - Stefano Rissetto
“Interventi di questo tipo rischiano di comprimere in modo inaccettabile un diritto garantito dalla Costituzione, senza offrire reali benefici in cambio”
Si accende il confronto sugli affitti brevi in Liguria, dopo la proposta avanzata in Consiglio regionale da Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) per introdurre una nuova regolamentazione del settore. Una proposta che ha incontrato la netta contrarietà di Confedilizia, espressa pubblicamente durante la trasmissione “Liguria Live” a Telenord.
In studio sono intervenuti l’avvocato Paolo Prato, presidente della Federazione Ligure di Confedilizia e presidente APE Imperia, e l’avvocato Vincenzo Nasini, vicepresidente nazionale di Confedilizia e presidente APE Genova, che hanno illustrato le motivazioni giuridiche e socioeconomiche alla base dell’opposizione.
Secondo Confedilizia, la proposta presenterebbe criticità rilevanti sotto il profilo normativo, risultando “fallace dal punto di vista giuridico” e potenzialmente in contrasto con i principi costituzionali, in particolare con la tutela del diritto di proprietà privata. “Interventi di questo tipo – hanno sottolineato – rischiano di comprimere in modo inaccettabile un diritto garantito dalla Costituzione, senza offrire reali benefici in cambio”.
Dal punto di vista economico, l’associazione evidenzia inoltre come una stretta sugli affitti brevi non produrrebbe effetti positivi né sul mercato delle locazioni residenziali né sull’equilibrio complessivo dei territori. Al contrario, secondo i rappresentanti di Confedilizia, potrebbe avere ripercussioni negative sull’intero indotto legato al turismo, incidendo su settori come commercio, ristorazione e servizi, particolarmente rilevanti in molte località liguri.
“Non esiste evidenza – hanno spiegato – che limitazioni più rigide sugli affitti brevi possano realmente calmierare i prezzi delle locazioni tradizionali. Al contrario, si rischia di ridurre l’offerta turistica e di penalizzare piccoli proprietari e operatori locali, con effetti a catena sull’economia del territorio”.
Il tema resta al centro del dibattito politico regionale, tra l’esigenza di regolamentare un fenomeno in crescita e quella di tutelare diritti e attività economiche. Confedilizia auspica l’apertura di un confronto più ampio e basato su dati concreti, che tenga conto delle diverse implicazioni del settore senza ricorrere a interventi ritenuti “ideologici” o inefficaci.
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