80 anni di Spediporto, Botta: “Crisi geopolitica? Non è un momento semplice, ma le merci sapranno sempre trovare strade per arrivare a destino”

di Luca Pandimiglio

“Il punto di svolta è credere in un progetto industriale che ponga al centro strumenti normativi in grado di dare la possibilità a investitori nazionali e internazionali di venire a Genova"

In occasione delle celebrazioni per gli 80 anni di Spediporto, il direttore generale Giampaolo Botta ha sottolineato la necessità di un cambio di passo strategico per il futuro del territorio, ponendo al centro una visione industriale integrata e orientata allo sviluppo.

“Celebriamo questi 80 anni di Spediporto, ma soprattutto celebriamo la visione di un’associazione di imprese che guarda sempre al futuro”, ha dichiarato Botta, evidenziando come il ruolo dell’associazione non sia solo legato alla logistica, ma a una trasformazione più ampia del sistema economico locale.

Un piano industriale per la città

Secondo il direttore generale, il futuro di Genova passa dalla costruzione di un vero e proprio piano industriale territoriale capace di mettere in rete settori strategici.

“I temi sono quelli legati alla volontà di Spediporto di proporre un piano industriale per la città che ponga al centro non soltanto la logistica, ma anche la manifattura, l’energia, l’intelligenza artificiale e la digitalizzazione dei processi”, ha spiegato Botta.

Un progetto che, nelle sue intenzioni, deve includere anche un forte investimento sulle competenze: “Soprattutto la capacità di includere e avviare processi formativi che consentano alle aziende di avere tutti gli strumenti per continuare a competere a livello internazionale in mercati in continua evoluzione”.

“Serve un master plan condiviso tra imprese, lavoro e formazione”

Botta ha poi sottolineato l’importanza di una visione condivisa tra tutti gli attori del sistema economico e sociale.

“Lavorare a un grande master plan industriale e manifatturiero che coinvolga le forze economiche e sociali della città”, ha affermato, indicando la necessità di un momento di sintesi tra mondo dell’impresa, del lavoro e della formazione.

“C’è bisogno di un incontro tra questi mondi per elaborare un progetto che vada oltre gli aspetti economici e guardi anche al futuro in termini di formazione e occupazione”, ha aggiunto.

Geopolitica e resilienza della logistica

Nel corso del suo intervento, Botta ha anche affrontato il tema delle difficoltà legate allo scenario internazionale, sempre più instabile.

“Come fanno sempre gli spedizionieri, si guarda al mercato cercando soluzioni alternative ogni volta che si frappongono ostacoli ai normali flussi di merci”, ha spiegato.

Una situazione complessa che coinvolge non solo il commercio, ma l’intero sistema economico ed energetico: “Non è un momento semplice, ma le merci sapranno sempre trovare strade e percorsi per arrivare a destino”.

“Un punto di svolta per attrarre investimenti”

Per il direttore generale di Spediporto, la priorità è rendere il territorio competitivo a livello internazionale attraverso strumenti normativi e infrastrutturali adeguati.

“Il punto di svolta è credere in un progetto industriale che ponga al centro strumenti normativi in grado di dare la possibilità a investitori nazionali e internazionali di venire a Genova, lavorare, produrre e far crescere il territorio”, ha concluso Botta.

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