Uggè (Conftrasporto): "Stupiti da reazione UE su tampone obbligatorio per ingresso in Italia"

di Edoardo Cozza

"Questa solerzia nei confronti dell’Austria per i provvedimenti adottati sul transito dei mezzi pesanti provenienti dall’Italia e dalla Germania"

Uggè (Conftrasporto): "Stupiti da reazione UE su tampone obbligatorio per ingresso in Italia"

Tampone obbligatorio per chi arriva in Italia: l’ordinanza del ministro Speranza, avallata dal Premier Draghi, stupisce l’Unione Europea. Che ora teme iniziative analoghe da parte dei leader di altri Paesi. Stupito è anche il presidente di Conftrasporto-Confcommercio Paolo Uggè, ma per ragioni ben diverse.

“La solerzia con la quale la Commissione europea ha reagito a questa misura, adottata dall’Italia per proteggere il Paese dalla variante Omicron, non si è vista, in tanti anni, nei confronti dell’Austria per i provvedimenti adottati sul transito dei mezzi pesanti provenienti dall’Italia e dalla Germania”, spiega Uggè.

Nonostante le nostre (tante) segnalazioni, nonostante le istanze presentate a Bruxelles da Conftrasporto e dalle istituzioni camerali, quei provvedimenti restano tuttora in vigore, e ogni anno si ‘arricchiscono’ di nuovi divieti e contingentamenti – prosegue Uggè – Eppure quelle misure, varate e applicate unilateralmente dall’Austria, danneggiano pesantemente la nostra economia, in primis, e tutte le imprese di trasporto che non siano austriache”.

Il presidente di Conftrasporto, pur non entrando nel merito del provvedimento italiano sull’obbligo del tampone che, dice comunque, “È una misura che mette in difficoltà il mondo del turismo”, si concentra sul principio dei ‘due pesi e due misure’ messo in atto dall’Europa in questa occasione piuttosto che in quella che, voluta dall’Austria, mina il principio della libera circolazione delle merci.

“Com’è possibile che la presidente von der Leyen critichi una misura che va a tutela della salute degli italiani e che i titolari italiani dei dicasteri degli Esteri e dei Trasporti non abbiano proferito parola sul fatto che da parte della stessa von der Leyen non ci sia stata la medesima levata di scudi nei confronti dell’Austria?”, conclude il presidente di Conftrasporto.