Tv locali, oltre ai contributi emerge il nodo del pluralismo regionale: in sei regioni una sola emittente tra le prime 100

di Redazione

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Dibattito sulla necessità di rivedere i criteri di assegnazione delle risorse per garantire una reale concorrenza e un autentico pluralismo dell’informazione locale

Tv locali, oltre ai contributi emerge il nodo del pluralismo regionale: in sei regioni una sola emittente tra le prime 100

L’interrogazione parlamentare presentata dall’On. Rita Dalla Chiesa (leggi qui) riporta al centro del dibattito non solo la distribuzione dei contributi pubblici alle televisioni locali prevista dal DPR n. 146/2017, ma anche il tema del pluralismo dell’informazione.

Tra gli aspetti che meritano attenzione vi è il fatto che in sei regioni italiane, tra cui la Liguria, risulta presente una sola emittente regionale tra le prime 100 della graduatoria. Una situazione che, secondo gli operatori del settore, rischia di non garantire un effettivo pluralismo e di determinare squilibri concorrenziali nel mercato televisivo locale.

A incidere sarebbe anche il peso dei dati Auditel che, come evidenziato nella stessa interrogazione parlamentare, avrebbero un’incidenza sulla graduatoria ben superiore a quella prevista dalla normativa, con il rischio di alterare la classifica e la successiva ripartizione dei contributi pubblici.

Nelle regioni interessate, come la Liguria, ciò potrebbe tradursi in un vantaggio competitivo per l’unica emittente collocata nella fascia delle prime 100 e in un conseguente svantaggio economico per gli altri operatori, alimentando un dibattito sulla necessità di rivedere i criteri di assegnazione delle risorse per garantire una reale concorrenza e un autentico pluralismo dell’informazione locale.

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