Tunisia, i rifiuti diventano una risorsa per produrre energia: accordo tra Anged e Onu Habitat
di R.C.
Formazione, scambio di competenze e nuovi progetti per trasformare i rifiuti non recuperabili in energia e ridurre il ricorso alle discariche
La Tunisia punta sulla valorizzazione energetica dei rifiuti per rafforzare la transizione verso un modello di economia circolare. È questo l’obiettivo della collaborazione avviata a Tunisi tra l’Agenzia nazionale tunisina per la gestione dei rifiuti (Anged) e il Programma delle Nazioni Unite per gli insediamenti umani, UN-Habitat.
L’intesa mira a rafforzare la cooperazione internazionale e a sviluppare nuove competenze tecniche per la realizzazione di progetti capaci di trasformare i rifiuti non recuperabili in una risorsa energetica. Tra le iniziative proposte figura un programma di formazione specializzato sulla valorizzazione energetica dei rifiuti, affiancato da un sistema per favorire lo scambio di esperienze e buone pratiche a livello regionale.
L’obiettivo è aumentare le capacità tecniche locali e rendere più sostenibile la gestione dei rifiuti residui, riducendo progressivamente la quantità destinata allo smaltimento e l’impatto ambientale del settore. Il percorso si inserisce nella strategia tunisina verso l’economia circolare, che considera il rifiuto non soltanto come qualcosa da eliminare, ma, quando possibile sotto il profilo tecnico ed economico, come una risorsa da recuperare.
Un primo esempio concreto della collaborazione tra Anged e UN-Habitat è rappresentato dal progetto pilota realizzato nella discarica controllata di Oued Laya, nel governatorato di Sousse. Nel febbraio 2025 è entrata in funzione un’unità per il recupero del biogas prodotto dalla decomposizione dei rifiuti domestici e la sua trasformazione in elettricità destinata alla rete nazionale.
L’impianto, realizzato con il sostegno del Giappone, è considerato da UN-Habitat un progetto dimostrativo, potenzialmente replicabile in altre aree della Tunisia. Un ulteriore passo è stato compiuto nell’agosto 2025, con l’adozione da parte delle autorità tunisine di una tariffa ufficiale per l’acquisto dell’elettricità prodotta da biogas, fissata a 307 millesimi di dinaro per kilowattora. Una misura che, secondo UN-Habitat, contribuisce a creare condizioni economiche e normative più favorevoli allo sviluppo di nuovi impianti.
La gestione dei rifiuti rappresenta una delle questioni centrali della politica ambientale tunisina. Secondo gli indicatori pubblicati dall’Anged, circa il 60% dei rifiuti viene attualmente conferito nelle discariche controllate. L’Agenzia indica inoltre undici unità di trattamento e valorizzazione tra quelle in fase di studio e quelle già programmate.
Restano tuttavia diverse criticità. Tra queste figurano la carenza di competenze tecniche degli enti locali, le risorse finanziarie limitate, una partecipazione ancora debole del settore privato e le difficoltà nello sviluppo delle filiere dedicate al riciclo e alla valorizzazione dei materiali.
La nuova fase di collaborazione con UN-Habitat punta quindi a combinare gli investimenti nelle tecnologie con la formazione del personale e la condivisione delle competenze. L’obiettivo è ridurre il ricorso alle discariche, contenere le emissioni e integrare sempre più la gestione dei rifiuti nel processo di transizione energetica ed economia circolare della Tunisia.
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