Terzo Valico, abbattuto un nuovo diaframma nella galleria di Serravalle

di Marco Innocenti

Il ministro Giovannini: "Oggi il premier Draghi ha firmato i decreti per la nomina dei 29 commissari per 57 grandi opere del valore di 83 miliardi"

Era il 24 settembre 2020 quando, sotto gli occhi dell'allora ministro Paola De Micheli, la galleria di Serravalle del Terzo Valico vedeva cadere il diaframma di una delle due gallerie, raggiungendo la lunghezza di 17 chilometri ininterrotti. Oggi, 16 aprile, con l'abbattimento del secondo diaframma sull'altra galleria, si arriva a 22 chilometri sui 53 dell'intera opera.

La talpa TMB soprannominata "Elisa" si è messa all'opera poco dopo mezzogiorno e, sebbene con qualche minuto in più rispetto al previsto, ha abbattuto il sottile diaframma intorno alle 12.30, aprendo un foro nella parete di roccia, momento sottolineato dall'applauso delle autorità e delle maestranze presenti all'interno della galleria e dalle note dell'inno di Mameli.

"E' la voglia di fare che ci rende capaci di affrontare queste sfide che sono tecniche ma sono anche economiche - ha detto Pietro Salini, ad di Webuild - In questi anni, il settore delle costruzioni ha subito delle falcidie. Il segreto per rilanciarsi sta nel saper fare queste cose ma soprattutto nel semplificare le strade per farle, eliminando quei vincoli che spesso sono creati solo per il gusto di complicare. Questo frena chi non vuole commettere degli errori. Oggi siamo davanti a una chiamata alle armi: abbiamo 18 grandi opere in Italia su cui occupiamo circa 15mila persone, oltre 7mila fra imprese e fornitori. Significa che si può fare. Davanti a noi c'è il dibattito sul Pnrr, un dibattito che riguarda la politica ma ognuno di noi è, in sé, anche un politico. E' evidente che ci devono essere però anche altre fonti di finanziamento perché negli ultimi anni pre covid perdevamo il 2,2% di Pil in termini di infrastrutture e allora serve un boost più ampio. Mi auguro che presto sentiremo quante infrastrutture questo paese potrà fare. La priorità, insieme alla sostenibilità, è il lavoro, che poi è la prima vera sostenibilità. Qusto ci deve animare tutti: senza lavoro non c'è paese, un paese che si fonda sul lavoro, all'articolo 1 della sua Costituzione".

"Voglio sottolineare come questo cantiere non si sia mai fermato nonostante la pandemia - ha sottolineato Gianfranco Battisti, ad di Ferrovie dello Stato - Noi nel 2024 contiamo di chiudere tutti i lavori dell'opera, che è strategica e che si inserisce in un discorso di collegamenti europei, per interagire con i grandi corridoi continentali, attraversando 5 paesi ad alto tasso di industrializzazione. Permetterà alle merci del porto di Genova di arrivare in tempi più rapidi al porto di Rotterdam, risparmiando 5 giorni di navigazione. Altri due aspetti che voglio sottolineare è che quando sarà realizzata accadrà qualcosa di straordinario: i 2500 pendolari che oggi viaggiano tra Genova e Milano, nel 2024 potranno farre lo stesso tragitto in poco meno di un'ora. Immaginate che tipo di sviluppo potrà esserci dal punto di vista della mobilità tra queste due grandi città. Ma anche Genova-Torino. Ma gli effetti ancora più importanti si avranno dal fatto che Genova sarà collegata anche con Venezia in poco più di 2 ore, sull'altro asse del nord Italia che va da Torino alla Laguna. Questo perimetro Genova-Torino-Milano sarà collegato da un sistema veloce infrastrutturale che metterà questa grande area urbana al pari delle aree urbane europee. E sul trasporto merci noi immaginiamo un significativo spostamento dalla strada alla ferrovia. Oggi abbiamo tracciati non adeguati agli standard e questa nuova infrastruttura permetterà di raddoppiare il transito delle merci sulle linee di ferro, con evidenti benefici per il porto di Genova. Immaginiamo poi gli effetti sull'ambiente del trasferimento da gomma a ferro di tonnellate di merci. C'è un ultimo aspetto che mi piace sottolineare ed è quello della crescita del Pil: le infrastrutture generano lavoro e producono effetti benefici pari all'1% di Pil redistribuiti su quelle aree, con 10mila nuove assunzioni. Questa è un'opera molto importante, che riafferma la centralità del nostro gruppo nella realizzazione degli assi fondamentali del paese".

"E' una giornata importante - ha detto il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti - E' un'opera che porta verso il futuro del paese ed è quanto mai importante in questo momento. Credo che oggi il governo abbia piena consapevolezza della necessità di programmare il futuro del paese, sia quello più vicino cioé le riaperture, sia quello più distante, come le opere strategiche quali il Terzo Valico. Oggi si uniscono molte cose: il risultato che siamo a celebrare è il risultato di un cantiere che non si è fermato con il covid. Il Terzo Valico così come il Ponte San Giorgio o il passante di Genova, è la dimostrazione che questa regione e il paese non si è fermato davanti alla pandemia, grazie ai criteri e i protocolli. E l'abbiamo fatto bene, dando a chi lottava negli ospedali la speranza di un futuro migliore. E' un'opera che non vale solo per Genova, la Liguria, il Piemonte o la Lombardia ma vale per tutto il paese o forse addirittura per l'Europa. Sul nostro porto stiamo programmando ulteriori investimenti importanti, come la nuova diga foranea, ma la logistica è fondamentale per ripartire, in un grande piano green. Oggi celebriamo un pezzettino di quell'Italia che funziona anche se a volte tendiamo ad avvitarsi più sui suoi problemi che sulle sue efficienze. Il diaframma che oggi cadrà ci porta verso il futuro, un futuro più competitivo anche per le nostre imprese".

"Nel mio ruolo sono condannato a inaugurare opere che non ho avvito - ha commentato il ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Enrico Giovannini - ma anche a non inaugurare opere che ha invece avviato. Ma su queste opere il paese può programmare il proprio futuro. Alcuni paesi parlano di 'ricostruire meglio', altri di 'costruire in avanti' e io appartengo al secondo gruppo perché noi vogliamo fare un salto in avanti verso il futuro. E' un messaggio chiaro perché quando si fa un investimento senza precedenti, deve passare il messaggio che cambia la visione di ciò che vogliamo realizzare. Qualcuno ha criticato la mia decisione di cambiare il nome del ministero ma questo esempio dimostra cosa sia un'infrastruttura sostenibile e il fatto che quest'opera sia realizzata da un'impresa italiana è ancora più importante. Grazie anche al commissario Mauceri, il cui ruolo è stato risolutivo. Oggi il presidente del consiglio ha firmato i decreti per il commissariamento di 57 opere con la nomina dei 29 commissari competenti, un segnale di accelerazione per il compimento di opere per un totale di 83 miliardi di cui una parte molto consistente già finanziata. A loro ho chiesto dei cronoprogrammi trimestrali e li incontrerò tutti per assicurare che il ministero valuterà il loro lavoro per garantire l'aiuto nell'espletamento del loro lavoro. Purtroppo non tutti i cantieri potranno partire subito perché alcuni sono alla fase di progettazione".

"E' evidente che con le attuali procedure non potremo spendere le risorse del Recovery entro il 2026 - ha aggiunto Giovannini - Senza sospendere le norme del codice degli appalti, daremo una nuova spinta. Ci stiamo confrontando con le imprese e i sindacati su queste semplificazioni perché non possiamo sbagliare nulla".