Teatro Pubblico Ligure, si riapre con Atlante del Gran Kan - La strada

di Redazione

In piena sicurezza e all'aperto si svolgerà il progetto di Sergio Maifredi e Gian Luca Favetto

Teatro Pubblico Ligure, si riapre con Atlante del Gran Kan - La strada

I luoghi sono le persone e le persone sono i luoghi. Le donne e gli uomini che li abitano, i posti che li ospitano. Le identità di ciò che resta e di chi può partire, si mescolano. Atlante del Gran Kan. Autobiografie di una città, il progetto ideato nel 2016 da Sergio Maifredi e Gian Luca Favetto per Teatro Pubblico Ligure, descrive esattamente questa fusione di identità. Si chiama Atlante perché si può leggere come una mappa vivente. Si riferisce al Gran Kan, perché modello del primo spettacolo è stato Le città invisibili di Italo Calvino, poi rielaborato puntando sulle storie vere dei cittadini lasciando il libro solo sullo sfondo. A S. Apollinare venerdì 19 giugno alle 20,30, Atlante del Gran Kan – La strada racconterà come la strada, asfaltata negli anni Sessanta, ha cambiato la vita di Sori, un Comune esteso su un dislivello di 900 metri, e dei suoi cittadini, distribuiti su otto frazioni: S. Apollinare, S. Bartolomeo, Capreno, Lago, Teriasca, Canepa, Levà e Sussisa immerse nel verde, oltre naturalmente al cuore di Sori con la spiaggia e il mare. Con questo spettacolo, realizzato con il contributo di Comune di Sori, Regione Liguria e con il sostegno della Compagnia di San Paolo come sponsor principale attraverso il bando Open Lab, si chiude la Stagione 2019/2020 di Soriteatro, interrotta a causa dell’emergenza Coronavirus. La rappresentazione avverrà all’aperto, nel rispetto delle regole sanitarie vigenti.

"I progetti si modellano -scrive Sergio Maifredi- come i vestiti, strada facendo. E viene un momento in cui ci sei comodo dentro, in cui senti che davvero raccontano di te, che sei tu, sei proprio tu, come ti vuoi, quando hai quel abito, quando racconti quella storia. Dopo cinque anni di lavoro con i cittadini di Sori, dopo aver portato il nostro progetto Atlante del Gran Kan in Italia e all’estero, in Albania, sento che sono le parole, più ancora dei luoghi, a creare la comunità, a farti sentire a casa, tra amici. Sori per me, dal punto di vista artistico, è un modello, un luogo ideale, in cui si avvera l’idea stessa del teatro per come lo immagino oggi: non un elenco di titoli che sera dopo sera si consumano, di artisti che passano e vanno via, ma un luogo in cui la comunità si ritrova per raccontarsi ed ascoltarsi, incontrando artisti, spezzando insieme le parole dell’arte, consapevoli che è festa solo se ci siamo tutti.Per questo, in questo periodo in cui le comunità sono state messe a dura prova, in cui ognuno di noi era isolato nella propria casa, il lavoro di Atlante, portato avanti via skype, via telefono, ha acquistato un senso ancora più profondo ed ora, con gioia, andiamo in scena, all’aperto, a Sant’Apollinare, uno dei più bei luoghi di Liguria".

I protagonisti di Atlante del Gran Kan – La strada fanno parte di una comunità nata nel teatro di Sori, riaperto dopo vent’anni, rappresentata da questi nomi: Enrico Costa, Maurizio Oliveri, Max Bohrer, Tino Pagano, Silvana Capellino con Gianfranco, Christine Kuner, Massimo Porcile, Marco Gatti, Ugo Olcese, Marco P. Benvenuto, Marco Bozzo, Angelina Caorsi, Noriko e Marco Mazzini. Persone che, durante le Stagioni di Soriteatro, si incontrano nel foyer, dove si scambiano storie e cibo e vanno in giro per l’Italia e per l’Europa per assistere a spettacoli e vedere mostre, seguendo l’idea della direzione artistica di Sergio Maifredi che mette al centro l’idea del teatro come comunità. 

Per Atlante del Gran Kan – La strada ognuno di loro ha raccontato il suo legame con il territorio a Gian Luca Favetto, giornalista e scrittore, che lo ha messo sulla carta e glielo ha restituito. Ognuno di loro, diretto da Sergio Maifredi, lo leggerà per condividere la sua storia con gli spettatori, davanti alla chiesa di Sant’Apollinare. C’è il vigile del fuoco che ha svolto il suo mestiere con passione, ma aveva bisogno di staccare con il ricordo di tante macerie – il terremoto del Friuli – e di tanti incidenti – l’odore del sangue - e ha trovato respiro fra i monti di Sori. C’è chi andava a scuola a piedi, su e giù per i sentieri. Gli innamorati che si davano appuntamento sul crinale, per dimezzare la strada. Oltre alla meravigliosa storia della Casa del Popolo di Capreno, costruita in sei anni portandosi nelle tasche mattone dopo mattone, chiunque tornasse dalla città, per commemorare la strage di Modena del 9 gennaio 1950, in cui morirono sei operai attaccati durante uno sciopero. C’è una giramondo statunitense, che si è fermata sui monti di Sori. C’è l’operaia alla bulloneria di Recco, assunta nel ’68, che assapora l’indipendenza. C’è chi racconta la storia la leggenda de l’ommu sarvegu, che circola ancora fra i monti. Non si smette mai di conoscersi, se ci si ascolta.

Accesso libero, nel rispetto delle distanze di sicurezza.

A Sant’Apollinare si arriva in auto lasciando l’Aurelia SS 1 a Sori, per proseguire sulla SP 71 in direzione S. Bartolomeo.  Informazioni al sito: www.teatropubblicoligure.it