Rsa e Fistel Cisl Liguria: "Vent'anni di arretrati contrattuali per i lavoratori del Carlo Felice"

di Redazione

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Rsa e Fistel Cisl Liguria: "Vent'anni di arretrati contrattuali per i lavoratori del Carlo Felice"

A un anno dall’insediamento del Sovrintendente Claudio Galli, il clima al Teatro Carlo Felice di Genova resta teso. La Rsa del teatro e la Segreteria regionale Fistel Cisl Liguria, in una nota diffusa nelle scorse ore, lanciano un duro attacco alla gestione attuale, denunciando “confusione, mancanza di visione e una politica fatta di polemiche più che di soluzioni”.

Secondo il sindacato, la situazione è aggravata dall’intervento di un consulente esterno – definito “esperto di management culturale e marketing teatrale” – che, invitato dallo stesso Galli, avrebbe “rilasciato interviste e commenti da gestore”, mostrando, secondo i rappresentanti dei lavoratori, “una scarsa conoscenza del teatro e dei problemi reali del personale”.

“Non bastava la polemica politica che continua a danneggiare l’immagine del teatro e dei suoi lavoratori allontanando potenziali finanziatori”, scrivono Rsa e Fistel, “ora si aggiungono dichiarazioni che dimostrano scarsa consapevolezza della realtà”.

Il sindacato ricorda che i dipendenti “fanno già quotidianamente lo ‘scatto’ richiesto, garantendo professionalità nonostante vent’anni di arretrati contrattuali e i sacrifici imposti dai contratti di solidarietà”.

Il comunicato sottolinea la delusione per l’operato del Sovrintendente: “Da un anno assistiamo a una gestione volta alla ricerca di colpevoli anziché di soluzioni. Il precedente sovrintendente, pur nella difficoltà, aveva tracciato una linea industriale chiara, stabilizzato 99 precari e avviato processi di formazione e ricambio generazionale”.

Per la Fistel Cisl, al Teatro Carlo Felice “manca oggi un’organizzazione del lavoro degna di un grande teatro nazionale”. Il sindacato denuncia assenza di pianificazione, progetti fermi e un “funzionigramma più volte promesso ma mai attuato”.

“Serve un cambio di passo rapido e coraggioso”, prosegue la nota, che richiama la necessità di una visione ampia per garantire il rinnovo del contratto collettivo 2021-2024, tutelare le professionalità interne e pianificare un futuro sostenibile per la Fondazione.

La Fistel conclude rinnovando l’appello alla Presidenza della Fondazione e al Sovrintendente: “Mostrare senso di responsabilità non è compito solo dei lavoratori. È tempo che chi deve gestire, gestisca davvero”.

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