Tappezzieri senegalesi si riciclano sarti e producono mascherine anti covid-19 da regalare

di Michele Varì

Quattro artigiani grazie ai tutorial su YouTube confezionano sino a 400 pezzi al giorni che donano a chi ne ha bisogno

Tappezzieri senegalesi si riciclano sarti e producono mascherine anti covid-19 da regalare

Guardando alcuni tutorial su YouTube hanno convertito l'attività della propria bottega di tappezzeria di Sampierdarena in un laboratorio capace di produrre mascherine monouso anti covid19 da regalare alle forze di polizia e a tutti gli altri operatori in prima linea nella lotta al virus.
Quattro artigiani senegalesi, papà, due figli e uno zio, nel giro di una settimana sono riusciti a regalare circa tremila mascherine e ne avrebbero potute confezionare molte di più se non fossero rimasti a secco di elastici.
La favola della famiglia Dieng, questo il cognome dei sarti, è raccontata da Paolo Celano, titolare di una nota palestra di boxe e di una carrozzeria nel ponente di Genova: "Questi artigiani stanno offrendo un esempio di grande generosità e altruismo perché da quando la loro attività di tappezzieri per la nautica è stata chiusa a causa del decreto "Io resto a casa", invece di rimanere senza fare nulla si sono rinventati...".
Anche Celano è coinvolto e parte integrante del progetto: "Io visto che conosco molte realtà sociali in tutta Genova mi occupo dei contatti utili a consegnare le mascherine a chi ne ha più bisogno, dalle forze di polizia, ai militi delle pubbliche assistenze, ma anche a semplici cittadini".
A dare una mano anche due politici sul territorio, Massimo Romeo, di una lista civica, Municipio Medio Ponente, e il leghista Fabrizio Radi, del Municipio Centro Ovest, di idee diverse ma uniti nel supportare il gesto di solidarietà della famiglia Dieng: loro si occupano di rintracciare gli elastici delle mascherine.
Tocca a Moustapha Dieng, uno dei sarti, raccontare come si è sviluppato questo progetto di solidarietà. "Quando ci siamo accorti che molte persone non avevano la mascherina solo perché non riuscivano a trovarne in vendita da nessuna parte abbiamo pensato di provare a confezionarle noi, in fondo siamo sarti e abbiamo delle macchine da cucire, e allora perchè non usarle per dare una mano in questa emergenza sanitaria? Trovati alcuni tutorial in rete abbiamo provato più volte e alla fine siamo riusciti a produrle".
Oggi il piccolo laboratorio dei quattro senegalesi di Sampierdarena è in grado di creare sino a quattrocento mascherine al giorno tipo chirurgico: "Quasi sempre usiamo strati di carta tipo scottex, poi ci bastano gli elastici, e il gioco è fatto".