Super Green Pass, le regioni premono e giovedì il governo potrebbe decidere

di Marco Innocenti

Allo studio anche la riduzione dei tempi per la terza dose e la durata della certificazione attuale, che potrebbe scendere a 9 mesi

Super Green Pass, le regioni premono e giovedì il governo potrebbe decidere

L'ultimo bollettino, quello di sabato 20 novembre, snocciola numeri che spaventano: 11mila nuovi contagi in tutta Italia, 337 solo in Liguria e 17 ricoveri in terapia intensiva, 14 dei quali a carico di soggetti non vaccinati. Inevitabile quindi che l'obiettivo primario ora sia arginare questa escalation e proprio per questo il governo starebbe pensando ad una sorta di Green Pass rafforzato, un Super Green Pass insomma, da assegnare solo a guariti e vaccinati, che potranno così continuare ad accedere a servizi non essenziali come bar, ristoranti, stadi e teatri. Per tutto il resto, lavoro, scuola e trasporti, resterebbe in vigore il Green pass attuale.

La proposta arriva proprio dai governatori di regione, compreso Giovanni Toti, che premono affinché nuove misure restrittive non riguardino chi ha fatto la vaccinazione ma solo i non vaccinati. Giovedì, il Super Green Pass dovrebbe arrivare sul tavolo del consiglio dei ministri, che potrebbe vararlo per quelle regioni che dovessero passare in zona gialla o arancione già nelle prossime settimane, se i contagi non accenneranno a rallentare la loro crescita.

Si pensa anche ad una marcia indietro sulla durata del Green Pass, quello già in vigore. In estate, era stata portata da 6 a 12 mesi ma ora il governo starebbe valutando di ridurla di nuovo, magari a 9 mesi. Si pensa anche alla possibilità di imporre l'obbligo per la terza dose al personale sanitario o alla riduzione dei tempi di richiamo per la terza dose. Oggi la dose booster è consigliata dopo 6 mesi ma si potrebbe ridurre questo tempo a 5 mesi.