Stop ai mercati per l'adunata degli Alpini: gli ambulanti non ci stanno
di c.b.
Tensione crescente a Genova in vista dell’arrivo di centinaia di migliaia di persone per l’Adunata degli Alpini: al centro della protesta ci sono i commercianti ambulanti, contrari alla decisione del Comune di sospendere alcuni mercati cittadini nei giorni dell’evento.
Gli operatori di Aval contestano in particolare lo stop ai mercati di Marassi e San Fruttuoso previsto per sabato 9 maggio. La misura, motivata da esigenze di sicurezza pubblica e gestione dei flussi — stimati intorno alle 400 mila presenze — è stata accolta con forte opposizione. Tra le ipotesi sul tavolo: un ricorso al Tar, una mobilitazione con circa 200 mezzi pronti a circolare in città oppure la presenza diretta nelle aree interessate, come via Tortosa e piazza Terralba.
La protesta è arrivata fino in Consiglio comunale, dove una delegazione di ambulanti ha esposto cartelli con lo slogan “Il lavoro non si tocca”, chiedendo un confronto diretto con la sindaca Silvia Salis. Secondo il portavoce Riccardo Capuano, la scelta dell’amministrazione penalizza 176 operatori, privandoli di una giornata lavorativa in un periodo strategico per gli incassi. «Si nascondono problemi organizzativi dietro la sicurezza», è la critica principale.
Il confronto istituzionale si è svolto in un clima acceso, coinvolgendo anche il vicesindaco Alessandro Terrile e l’assessora al Commercio Tiziana Beghin. Durante l’incontro, non sono mancati momenti di tensione politica, con l’uscita dalla riunione della capogruppo di Fratelli d’Italia, Alessandra Bianchi.
Dal canto suo, l’amministrazione ha ribadito che le restrizioni derivano da norme sempre più rigide in materia di gestione dei grandi eventi. «La sicurezza non è negoziabile», ha sottolineato Salis, evidenziando come rispetto al passato — ad esempio rispetto all’edizione del 2001 — il quadro normativo sia profondamente cambiato. Il Comune ha inoltre aperto alla possibilità di misure compensative, come mercati straordinari a costo zero o altre forme di ristoro.
Una proposta che però non convince Aval. Gli ambulanti ritengono impraticabile organizzare eventi alternativi per un numero così elevato di banchi e giudicano inefficaci eventuali compensazioni economiche, soprattutto considerando che maggio è uno dei mesi più redditizi dopo dicembre. «Ogni attività ha incassi diversi, è impossibile stabilire un rimborso equo», sostengono.
Nel frattempo, altre associazioni di categoria si sono dette disponibili a valutare le soluzioni proposte dal Comune, pur senza entusiasmo. Aval invece resta su una linea dura, pronta a proseguire lo scontro: «Non abbiamo nulla contro gli alpini, ma vogliamo lavorare», ribadiscono.
Parallelamente, il tema dell’Adunata è entrato anche nel dibattito politico cittadino con un ordine del giorno presentato dalla Lega. Il documento chiedeva una presa di distanza da alcune posizioni critiche espresse da collettivi femministi, ma è stato sostenuto solo dalla minoranza. La maggioranza ha ribadito che la priorità resta la tutela della sicurezza e la prevenzione di qualsiasi forma di molestia durante l’evento.
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