Sinner: doping, Wada ricorre contro assoluzione, chiesti da 1 a 2 anni di squalifica, ultima parola al Tas
di Stefano Rissetto
Non verrebbero comunque cancellati i risultati conseguiti da marzo a oggi
Il caso Clostebol non è ancora chiuso per Jannik Sinner. L'Agenzia Mondiale Antidoping (Wada) ha presentato ricorso al Tribunale Arbitrale dello Sport (il Tas di Losanna) in merito alla vicenda emersa ad agosto, relativa a due non negatività registrate a marzo durante il torneo di Indian Wells e una settimana più tardi, fuori competizione, per l’utilizzo da parte del suo massaggiatore di uno spray, il Trofodermin, contenente il principio attivo vietato, uno steroide anabolizzante.
In primo grado il tennista italiano era stato assolto dal tribunale indipendente dell'International Tennis Integrity Agency (ITIA) e punito solo per negligenza, con la decurtazione dei punti conquistati nei due tornei e dei relativi premi, ma appena due giorni di sospensione.
La Wada però sostiene l'irregolarità della valutazione di "assenza di colpa o negligenza" e potrebbe chiedere per Sinner un periodo di squalifica compreso tra 1 e 2 anni. Non verrebbero comunque cancellati i risultati conseguiti da marzo.
L’agenzia mondiale antidoping aveva tempo fino a fine settembre, per ricorrere contro la sentenza dell’Itia e ha deciso, dopo aver chiesto i documenti all’agenzia indipendente che si occupa di doping e corruzione nel tennis, di andare fino in fondo. Il Tas non potrà che accogliere la richiesta della Wada e disporre in tempi brevi un arbitrato.
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