Siap: al reparto 6 negati congedi e aumentati provvedimenti disciplinari
di Claudio Baffico
Il SIAP denuncia un disagio in crescita e respinge i “pannicelli caldi”: il cambio turno non è una misura contro lo stress lavoro-correlato.
Il SIAP di Genova non ha partecipato alla riunione sulla valutazione dello stress lavoro-correlato al VI Reparto Mobile e, poche ore dopo, la comunicazione del Datore di Lavoro ha confermato che avevamo ragione.
Il disagio nel Reparto è reale, e lo dicono i numeri forniti dallo stesso Dirigente: 17 procedimenti disciplinari conclusi, 17 trasferimenti in uscita, 32 domande di trasferimento pendenti e oltre 110 dipendenti ai quali è stato negato il congedo ordinario.
Ma quei 17 procedimenti disciplinari, già di per sé un numero molto elevato, sono soltanto la punta dell’iceberg: il dato fornito dall’Amministrazione riguarda esclusivamente quelli già conclusi e non comprende i numerosi procedimenti tuttora in corso. Un quadro che, alla luce di quanto viene quotidianamente segnalato dai colleghi, conferma una vera e propria “esplosione” dei procedimenti disciplinari, ben più ampia di quanto possa emergere dal solo dato ufficiale dei procedimenti conclusi.
Davanti a questo quadro, qual è la risposta? Il cambio turno su istanza del dipendente.
Ma di cosa stiamo parlando? Il cambio turno è un normale strumento contrattuale, già in uso, non una misura di prevenzione dello stress lavoro-correlato. Scaricare sul singolo poliziotto l’onere di esporsi e chiedere una soluzione personale a un problema che nasce dall’organizzazione del lavoro non è tutela della salute: è un pannicello caldo.
Alle nostre domande su organigramma, catena di comando e preposti, poi, solo dopo un formale sollecito è arrivata una risposta approssimativa che rimanda a documenti non ancora forniti, ma da visionare in ufficio, arrivando addirittura a definire incomprensibili le legittime istanze del SIAP: ovvero improbabili “arrampicate sugli specchi”.
Il SIAP da tempo prova a offrire al Dirigente, con spirito costruttivo, indicazioni per non aggravare il clima. Il risultato è che il disagio aumenta, mentre all’interno si alzano muri e all’esterno si vorrebbe far credere di averlo lenito. Non è accettabile.
Un’Amministrazione che ha deciso la chiusura di una mensa di servizio per problemi strutturali, chiusura che aggrava il disagio giornaliero dei poliziotti, e la stessa dirigenza che, ad oggi, non ha ancora fornito risposte in merito alla soluzione del problema, lascia quei poliziotti, sempre gli stessi, in balia di incertezze organizzative che si riverberano su una quotidianità lavorativa di per sé delicata.
Perché lavorare in piazza per garantire l’ordine pubblico, soprattutto in questi giorni, non è facile e il personale dovrebbe essere ascoltato e non punito.
Non vogliamo nemmeno immaginare che l’Amministrazione possa usare la disciplina come strumento per “educare” il personale, in particolare i più giovani.
Non funziona così.
La disciplina non può essere uno strumento formativo e la Polizia di Stato democratica e smilitarizzata non ha bisogno di retaggi del passato. Mentre al centro si comincia finalmente a parlare di ascolto e di disagio psicologico, al 6° Reparto Mobile di Genova si torna indietro.
Non serve nostalgia, ma un dato di memoria: dopo la riforma del 1981, in quello stesso Reparto c’erano Comandanti, con la C maiuscola, che la notte di Natale e di San Silvestro portavano di persona il panettone al collega di servizio notturno. Nel 2026 si pensa invece di risolvere i problemi negando i congedi.
Questi sono i poliziotti che scendono in piazza e garantiscono la sicurezza dei cittadini. Per farlo servono serenità, ascolto e il riconoscimento del disagio, non rimedi di facciata.
Il SIAP non è disponibile ad assistere a tutto questo. Il disagio si affronta alla radice, con interventi strutturali e verificabili, non con un cambio turno.
Ne chiederemo conto in ogni sede.
Genova, 1 ottobre 2026
La Segreteria Provinciale SIAP Genova
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