Sayf commenta le tensioni Usa-Iran: “Spero sia il solito capriccio americano”. Levante: "Stiamo vivendo una terza guerra mondiale"
di Carlotta Nicoletti
Il cantante riflette sull’attualità internazionale e sul significato pacifista del suo brano: “Serve una presa di coscienza collettiva”.
Le tensioni internazionali entrano anche nel dibattito musicale. A Sanremo il cantante Sayf ha commentato la notizia dell’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran, auspicando che non si trasformi in un’escalation e ribadendo il messaggio pacifista contenuto nella sua canzone.
Reazioni – Durante l’incontro con i cronisti nella città ligure, l’artista ha spiegato di aver seguito le notizie solo parzialmente, ma di guardare con preoccupazione agli sviluppi. “Questa settimana è stato un marasma, le notizie le apprendo a spicchi… spero che sia un purtroppo solito capriccio americano e che non vada oltre ulteriormente”, ha dichiarato rispondendo alle domande sull’attacco.
Il brano – I giornalisti hanno richiamato un passaggio del suo pezzo, in cui canta: “Se ci armate, noi non partiamo”. Un verso che ha riaperto il tema del significato politico e sociale della canzone, interpretata da molti come un invito alla disobbedienza.
Messaggio – Sayf ha chiarito la propria posizione, precisando che non si tratta di un’esortazione alla diserzione. “Il mio invito non è al semplice disertare, ma a una presa di coscienza”, ha spiegato. Secondo l’artista, tra un ordine e la sua esecuzione esiste una lunga catena di responsabilità: “Dall’ordine ‘uccidi’ al chi uccide c’è tutta una serie di persone… fino a chi materialmente compie il gesto che magari non vorrebbe neanche farlo”.
Responsabilità – Il senso del messaggio, ha aggiunto, è proprio interrompere quella sequenza di passaggi intermedi attraverso una maggiore consapevolezza individuale e collettiva, evitando che la violenza diventi automatica esecuzione di decisioni prese altrove.
Altre reazioni - Anche la cantautrice Levante ha commentato con preoccupazione l’escalation internazionale seguita all’attacco all’Iran da parte di Stati Uniti e Israele. “Onestamente sono molto preoccupata, perché stiamo vivendo una terza guerra mondiale”, ha dichiarato, sottolineando la complessità dello scenario geopolitico. L’artista ha poi criticato il ruolo assunto da alcune potenze internazionali: “Mi ha dato molto fastidio il fatto che dei Paesi si possano ergere a sceriffi del mondo, lo trovo molto spaventoso”.
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