Spaccio a cielo aperto a Genova, il SIAP denuncia: “Serve vero coordinamento tra le forze sul territorio”
di Carlotta Nicoletti
“Le pattuglie non bastano, servono azioni strutturate e condivise”
Aumenta lo spaccio di droga a cielo aperto in diverse zone di Genova e cresce la preoccupazione dei cittadini. Il SIAP lancia l’allarme: senza un coordinamento reale tra forze dell’ordine, polizia locale e istituzioni, contrastare il fenomeno rischia di diventare sempre più difficile.
Allarme – A spiegare la situazione è Roberto Traverso, segretario del sindacato di polizia, che parla di numerose segnalazioni arrivate dai residenti. “I cittadini ci chiedono perché lo spaccio avvenga sotto le finestre e perché non si riesca a intervenire in modo definitivo”. Secondo il SIAP, il problema riguarda non solo il centro storico ma anche quartieri come Sestri Ponente e Bolzaneto.
Organici – Il nodo principale riguarda le risorse investigative. Le squadre di polizia giudiziaria dedicate al contrasto dello spaccio sono poche e con competenze estese su tutto il territorio provinciale. “Chi si occupa di queste attività è sempre meno e diventa difficile svolgere appostamenti, pedinamenti e indagini in borghese”, spiega Traverso, sottolineando che lo spaccio rappresenta l’ultimo anello della filiera della criminalità organizzata.
Coordinamento – Per il sindacato la soluzione passa da un lavoro integrato tra Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Locale. L’obiettivo sarebbe creare pattuglie investigative miste e una regia condivisa. “Non possiamo andare ognuno per conto proprio: serve una scelta politica che metta insieme le risorse”.
Limiti – Le iniziative di sicurezza urbana e la maggiore presenza di agenti in divisa vengono considerate utili ma non sufficienti. “La presenza sul territorio è positiva, ma senza attività investigativa non si fa un salto di qualità”, osserva Traverso, ricordando il fallimento di modelli basati solo sulla prossimità.
Strategia – Secondo il SIAP, servono veri patti per la sicurezza e una cabina di regia stabile tra sicurezza, commercio e servizi sociali. Il rischio, avverte il sindacato, è che interventi come gli allontanamenti spostino semplicemente il problema in altri quartieri o nell’entroterra senza risolverlo.
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