Violenza domestica, proteggere le donne e salvare i bambini: esperte a confronto

di Chiara Manganaro Maurizio Michieli

La violenza domestica continua a rappresentare un’emergenza sociale drammatica e attuale. I dati più recenti fotografano una realtà che non può lasciare indifferenti: nel 2024 in Italia sono state 106 le donne uccise, 62 delle quali per mano del partner o dell’ex partner. In media, una donna ogni tre giorni perde la vita in un contesto di violenza di genere. Anche i dati preliminari del 2025, seppur ancora parziali, confermano la gravità del fenomeno.

In Liguria la situazione non è meno preoccupante: quattro omicidi totali registrati, quattro vittime donne, con almeno un caso confermato nel 2025. Numeri che non raccontano solo statistiche, ma storie spezzate, famiglie distrutte, figli che restano segnati per sempre.

Di questi temi si è parlato nel corso della trasmissione con Gabriella Grasso, Presidente del Centro Per Non Subire Violenza, Chiara Panero, coordinatrice Casa Rifugio, e Rita Deplano dell’Associazione Agada.

La violenza non è solo fisica. Spesso si manifesta attraverso controllo, isolamento, minacce, manipolazione psicologica ed economica. Le conseguenze sulle donne che sopravvivono sono profonde: ansia, depressione, disturbo post-traumatico da stress, perdita di autostima, difficoltà relazionali e lavorative. Ancora più delicato è l’impatto sui bambini che assistono alla violenza. Anche quando non ne sono vittime dirette, i minori subiscono un trauma significativo. Crescere in un ambiente violento può influire sullo sviluppo emotivo, sulla capacità di costruire relazioni sane e, nei casi più gravi, contribuire a perpetuare modelli relazionali disfunzionali. Fondamentale è il lavoro dei centri antiviolenza e delle case rifugio, che offrono ascolto, protezione e percorsi di autonomia. Qui le donne trovano sostegno psicologico, assistenza legale, supporto nella ricerca di lavoro e, quando necessario, ospitalità in luoghi protetti insieme ai propri figli. In aumento risultano anche le richieste di aiuto al numero nazionale 1522, attivo 24 ore su 24 e gratuito, segno di una maggiore consapevolezza ma anche di un bisogno crescente di protezione e supporto. Un elemento spesso sottovalutato è il ruolo degli animali domestici come fonte di empatia e conforto.

Le carezze di un cane o di un gatto, la presenza silenziosa di un animale, possono offrire momenti di calma, sicurezza e sostegno emotivo alle donne e ai bambini che hanno vissuto violenza. La vicinanza di un animale diventa così un piccolo, ma potente, strumento di resilienza: aiuta a ridurre ansia e stress, favorisce la connessione emotiva e offre una compagnia rassicurante nei momenti più difficili. La violenza contro le donne non è un fatto privato, ma un problema strutturale che riguarda l’intera società. Servono prevenzione, educazione al rispetto, interventi tempestivi. Combattere la violenza significa proteggere il presente e costruire un futuro più sicuro. 

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