Riforma sanitaria, seconda fase al via. Nicolò: "Effettuati già 16.000 esami in più"

di Claudio Baffico

GENOVA - La seconda parte della riforma della sanità ligure entra nel vivo e lo fa partendo dai luoghi di cura, dagli ospedali, dall’ascolto dei pazienti e dal confronto con chi ogni giorno garantisce il funzionamento del Servizio sanitario regionale.

Per verificare direttamente sul campo gli effetti della riforma, l’assessore alla Sanità Massimo Nicolò visiterà, ogni settimana, gli ospedali di tutta la Liguria, incontrando i pazienti direttamente nei luoghi di cura e ascoltando le loro esperienze. La prima tappa in AOM, all’Ospedale Policlinico San Martino di Genova, dove l’assessore ha incontrato pazienti e professionisti della Radiologia, reparto al lavoro anche il sabato e la domenica, nei diversi punti della struttura, dal Padiglione Specialità all’ex IST, fino al Monoblocco.

"La seconda fase della riforma della sanità ligure si misurerà sul campo – sottolinea l’assessore alla Sanità Massimo Nicolò –. Per questo, ho scelto di andare personalmente negli ospedali, ogni settimana, per incontrare i pazienti e ascoltare direttamente da loro come stanno vivendo i cambiamenti che abbiamo avviato. Allo stesso tempo, insieme ai direttori generali di AOM Monica Calamai e di ATS Marco Damonte Prioli, voglio confrontarmi con chi negli ospedali lavora ogni giorno: medici, infermieri, tecnici e professionisti sanitari sono i primi a conoscere punti di forza e criticità del nostro sistema".

Prenderanno il via, infatti, anche dei confronti con gli operatori sanitari per confrontarsi con medici, infermieri, tecnici e operatori e raccogliere indicazioni, eventuali criticità e proposte da chi quotidianamente lavora all’interno del sistema.

"Non vogliamo una riforma scritta soltanto sulla carta – aggiunge Nicolò – ma una riforma che produca risultati concreti per i cittadini e il primo indicatore concreto dell’attività regionale arriva proprio dai grandi macchinari diagnostici. Nei primi sette mesi del 2026 in Liguria sono stati effettuati complessivamente 276.339 esami di risonanza magnetica, TC e mammografia, rispetto ai 260.751 dello stesso periodo del 2025".

Nel dettaglio, le risonanze magnetiche sono passate da 45.523 a 50.437, con 4.914 esami in più; le TC da 144.603 a 150.865, con 6.262 prestazioni aggiuntive; le mammografie da 70.625 a 75.037, con 4.412 esami in più.

"Questi numeri raccontano un sistema che sta aumentando la propria capacità di risposta – commenta Nicolò –. Aumentare il numero degli esami significa mettere maggiori risorse diagnostiche a disposizione dei cittadini e contribuire concretamente alla riduzione dei tempi di attesa. Ma dietro ogni numero ci sono persone, pazienti e professionisti. È proprio per questo che continueremo a verificare sul campo come questi risultati vengono percepiti e quali ulteriori interventi siano necessari".

"Nei primi sette mesi dell’anno - spiega Lucio Castellan, direttore del Dipartimento diagnostica per immagini e radioterapia AOM Policlinico San Martino- abbiamo registrato un importante incremento delle prestazioni radiologiche rivolte ai pazienti esterni, raggiungendo un complessivo miglioramento delle prestazioni erogate. In particolare, le risonanze magnetiche sono aumentate del 32%, mentre le ecografie hanno registrato un incremento del 20%. Il raggiungimento di questi risultati è il frutto del chiaro indirizzo della Direzione, che ha messo a disposizione le risorse e il budget necessari per sostenere questo importante percorso. Fondamentale è stata la collaborazione e la disponibilità di tutti i professionisti sanitari coinvolti, medici, tecnici e infermieri, che hanno garantito la propria presenza anche nelle fasce orarie serali e nei weekend".

I DATI COMPLESSIVI DEL POLICLINICO SAN MARTINO

Nei primi 7 mesi del 2026, sono state eseguite 11.672 risonanze magnetiche (quasi il 13% in più rispetto al 2025), oltre 48.000 tac e circa 11.500 mammografie (circa il 16% in più rispetto all’anno precedente).

“Partiamo da San Martino – conclude Nicolò – perché è uno dei grandi hub della sanità ligure, ma il nostro obiettivo è portare questo metodo in tutta la regione. Desidero vedere personalmente i risultati della riforma, parlare con i pazienti e con gli operatori e, se necessario, mettere in cambio gli eventuali aggiustamenti necessari”.

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