Emergenza droga a Genova, Regione Liguria istituisce task force sanitaria: botta e risposta con il Comune

di Redazione

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Emergenza droga a Genova, Regione Liguria istituisce task force sanitaria: botta e risposta con il Comune

Il tema dell'emergenza droga a Genova scatena il dibattito tra Regione Liguria e il Comune: le frizioni si erano già create negli scorsi mesi tra l'assessore comunale al Sociale Cristina Lodi e l'assessore regionale alla Sanità Massimo Nicolo', tema dello scontro le responsabilità dell'uno o l'altro ente a occuparsi delle problematiche inerenti a tossicodipendenza dilagante a Genova e il diffondersi di nuove dipendenze

A prendere in mano la situazione è Regione Liguria che comunica che "istituirà una task force sanitaria per l'emergenza droga nel Comune di Genova". Ma non manca la stoccata:  "Anche se l'iniziativa sarebbe dovuta partire da Palazzo Tursi, responsabile della sicurezza dei suoi cittadini. ​È infatti a Genova che il fenomeno della droga ha assunto dimensioni tali da richiedere un intervento rapido e strutturato. Per questo, alla luce di un'emergenza in costante crescita, Regione Liguria istituirà un tavolo di lavoro che si occuperà degli aspetti sanitari e che sarà guidato dalla Direzione Socio-Sanitaria di Ats, la quale provvederà a nominarne il responsabile e i componenti, con l'obiettivo di definire una riorganizzazione strategica ancora più efficace​". ha detto l'assessore alla Sanità di Regione Liguria Massimo Nicolò.

"Sul tema delle tossicodipendenze - spiega il direttore sociosanitario di Atsl Pierluigi Vinai - vogliamo porre l'accento soprattutto sul fatto che il nuovo Piano Socio-Sanitario recepisce questa istanza​ attraverso una sezione dedicata proprio alle 'nuove forme di dipendenza'.​ È bene tuttavia sottolineare che, al momento, la quota maggiore di ospedalizzazioni e problematiche correlate è causata da sostanze stupefacenti già note. Ciononostante il quadro sta cambiando. Per questa ragione, il Piano affronta il fenomeno in modo ampio: la scelta di non specificare le 'nuove sostanze sintetiche' appare ragionevole, poiché l'emergere settimanale di dinamiche inedite e comportamenti problematici genera bisogni in continua evoluzione. Intervenire in modo efficace richiede quindi quei cambiamenti coraggiosi auspicati dallo stesso documento. In quest'ottica si inserisce l'istituzione del Centro Studi sulle dipendenze, che avrà il compito di monitorare ed esaminare i nuovi trend per strutturare risposte tempestive e basate sull'evidenza scientifica. Infine, il Piano Socio-Sanitario rilancia due pilastri fondamentali a tutela delle famiglie e della comunità: l'identificazione con presa in carico precoce e la diffusione sistematica e uniforme dell'educazione ai corretti stili di vita​".

«Ancora una volta, di fronte alle insinuazioni di Regione Liguria, tocca al Comune di Genova fare un po' di ordine tra normative e responsabilità". Così l'assessora comunale al Welfare Cristina Lodi risponde all'assessore Nicolò.
    «Innanzitutto, ad oggi la normativa unica nazionale è il dpr 309/1990 Tus che mette in capo ai soli Enti regionali prevenzione, cura e riabilitazione rispetto alle dipendenze. È vero, i sindaci - sottolinea Lodi - hanno responsabilità sanitarie, ma gli unici atti che possono usare in questo ambito sono le ordinanze, provvedimenti che non hanno alcuna possibilità di riuscire ad impedire, a chicchessia, l'assunzione di sostanze».
    «Malgrado il Comune non abbia diretta responsabilità sulle politiche sanitarie per le tossicodipendenze - ricorda Lodi - abbiamo scritto una lettera all'assessore regionale alla Sanità perché si facesse carico di istituire, con la leale collaborazione del Comune di Genova, una task force per far fronte alla grave situazione in atto. Il sospetto è che la nostra lettera non sia stata trasferita ad Ats Liguria, e non sia stata utilizzata come documentazione necessaria, nonostante la richiesta e l'impegno assunto immediatamente dal Comune, di contribuire all'istituzione e al buon funzionamento della task force".
    «Rispetto alla grave situazione in atto relativa al dilagare delle nuove droghe, nei tavoli convocati dalla Prefettura - attacca Lodi - la Regione si era impegnata ad attivare, per l'estate 2026 servizi di bassissima soglia per persone tossicodipendenti. Ancora non si è visto nulla, con la speranza che tali servizi vengano attivati almeno per settembre. Spiace che Regione si sia sottratta alle proprie responsabilità e che non abbia onorato gli impegni presi davanti alla Prefettura. In ogni caso - prosegue - fa specie che, invece di mettersi a lavorare, Regione continui a rimpallare quella che è, costituzionalmente, una sua responsabilità diretta. Così come - continua Lodi - sarebbe stata sua responsabilità impiegare i 7,2 milioni del Fondo nazionale per le dipendenze in strategie e progettualità nuove e non per i pagamenti del personale». Per Lodi "Regione Liguria ha sempre agito di rimessa rimpallando le responsabilità sul Comune di Genova. Responsabilità che noi abbiamo voluto prenderci fin dal primo momento. Ora che è stata annunciata l'istituzione della task force, per noi è fondamentale avviare un dialogo e lavorare insieme: obiettivo che speriamo essere condiviso anche dall'altra parte". 

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