San Martino, Centro Trapianti arriva a 100 pazienti trattati con terapia Cart-T
di R.C.
Assessore Nicolò: "Risultato di grande importanza per tutta la Liguria"
Il Centro Trapianti di cellule staminali e terapie cellulari dell’AOM IRCCS Ospedale Policlinico San Martino raggiunge un importante traguardo nel programma CAR-T, avviato durante gli anni della pandemia. Una terapia innovativa che oggi offre nuove possibilità di cura a pazienti affetti da neoplasie ematologiche complesse.
Il Centro Trapianti di cellule staminali e terapie cellulari dell’AOM IRCCS Ospedale Policlinico San Martino, diretto dal dottor Emanuele Angelucci, ha raggiunto quota 100 pazienti trattati con terapia CAR-T, una delle strategie terapeutiche più innovative oggi disponibili per alcune neoplasie ematologiche.
Il risultato segna una tappa importante nel percorso di crescita e consolidamento del programma CAR-T del Policlinico, avviato in un periodo particolarmente complesso, quello dell’emergenza pandemica, e sviluppato negli anni con continuità. Un percorso che ha permesso a un numero sempre maggiore di pazienti di accedere a una terapia altamente specialistica e, in molti casi, potenzialmente salvavita.
Come funziona la terapia CAR-T - Le CAR-T, acronimo di Chimeric Antigen Receptor T-cell, sono terapie cellulari personalizzate che utilizzano i linfociti T del paziente, cellule del sistema immunitario fondamentali nella difesa dell’organismo.
Attraverso sofisticate tecniche di ingegneria genetica, i linfociti vengono modificati in laboratorio affinché siano in grado di riconoscere specifici bersagli presenti sulle cellule tumorali. Una volta reinfuse nel paziente, le cellule CAR-T possono quindi individuare e attaccare in maniera mirata le cellule malate.
Dalle leucemie e dai linfomi al mieloma multiplo - In Italia, la terapia CAR-T viene attualmente utilizzata per il trattamento di diverse neoplasie ematologiche a cellule B, comprese alcune forme di leucemia e diversi tipi di linfoma recidivati o refrattari alle terapie convenzionali. Le indicazioni si sono progressivamente ampliate e oggi comprendono anche il mieloma multiplo.
La terapia è destinata principalmente a pazienti che non hanno ottenuto una risposta adeguata dalle terapie standard, come la chemioterapia e il trapianto di cellule staminali emopoietiche. In questi casi, le CAR-T rappresentano una concreta possibilità di controllo della malattia e, per una quota significativa di pazienti, anche di remissione duratura.
L’attività del Policlinico guarda inoltre a nuove prospettive. Sono infatti in corso due importanti sperimentazioni: una nell’ambito delle patologie autoimmuni, in collaborazione con l’équipe del professor De Palma, e una nella sclerosi multipla, realizzata con la Neurologia diretta dal professor Schenone e dalla professoressa Inglese.
Un’équipe multidisciplinare per la gestione dei pazienti - Il programma CAR-T del Policlinico San Martino è affidato a una specifica unità funzionale multidisciplinare, il CAR-T Team, che riunisce competenze diverse e altamente specializzate.
Ne fanno parte ematologi esperti nel trapianto di cellule staminali, neurologi, cardiologi, infettivologi, anestesisti, medici della medicina trasfusionale e farmacisti ospedalieri, con competenze nella gestione delle possibili tossicità associate al trattamento.
A supporto del programma operano inoltre due team infermieristici dedicati: uno specializzato nelle procedure di aferesi e uno impegnato nella presa in carico e nel monitoraggio dei pazienti sottoposti alla terapia CAR-T.
Nicolò: «Un risultato importante per tutta la Liguria» - «Il traguardo dei 100 pazienti trattati con terapia CAR-T al Policlinico San Martino – spiega l’assessore alla Sanità Massimo Nicolò – rappresenta un risultato di grande importanza per tutta la Liguria. Parliamo di una terapia altamente innovativa e complessa, che offre nuove possibilità di cura a pazienti affetti da patologie ematologiche particolarmente difficili da trattare».
Nicolò ha quindi rivolto un ringraziamento al dottor Angelucci, ai professionisti del CAR-T Team e a tutti gli operatori sanitari impegnati quotidianamente nella cura dei pazienti, sottolineando anche il ruolo delle associazioni che hanno accompagnato il percorso.
«Il nostro obiettivo – aggiunge – deve essere continuare a investire nella ricerca, nelle terapie avanzate e nelle professionalità, perché ogni innovazione che diventa cura accessibile rappresenta un passo avanti per la qualità e l’efficacia del nostro sistema sanitario. Il traguardo dei 100 pazienti non è quindi un punto di arrivo, ma una tappa importante di un percorso che vogliamo continuare a sostenere e sviluppare».
Calamai: «Un risultato costruito nel tempo» - Per Monica Calamai, direttore generale AOM Liguria, il raggiungimento del traguardo è il risultato di un lavoro portato avanti nel tempo.
«Si tratta di un importante risultato costruito nel tempo, grazie alla competenza di un team multidisciplinare altamente specializzato e alla collaborazione tra diverse professionalità. In un ambito terapeutico in continua evoluzione, consolidare un programma CAR-T significa offrire a pazienti affetti da patologie ematologiche complesse una possibilità terapeutica avanzata e, in molti casi, una nuova prospettiva di vita».
Angelucci: «Importante non solo introdurre l’innovazione, ma renderla disponibile» - Il direttore dell’Unità Operativa Ematologia e Terapie commenta: "il raggiungimento di quota 100 pazienti trattati rappresenta un traguardo particolarmente significativo per il nostro Policlinico. Abbiamo avviato il programma CAR-T in anni complessi, segnati dall’emergenza pandemica, ma siamo riusciti a garantirne una crescita costante e regolare, mettendo un’importante innovazione terapeutica a disposizione dei cittadini in modo concreto e sistematico. Ritengo sia molto importante non solo introdurre un’innovazione, ma anche dimostrare che poi la si applica costantemente rendendola disponibile per tutti i cittadini che presentino l’indicazione. Oggi le CAR-T rappresentano una reale possibilità di cura per persone che si trovano in fasi avanzate della malattia e che spesso hanno già esaurito le opzioni terapeutiche tradizionali. I risultati ottenuti, con percentuali di risposta che superano il 60%, confermano l'efficacia di questo percorso e il valore del lavoro svolto da tutto il team multidisciplinare coinvolto. Un ringraziamento va anche alle Associazioni, che ci hanno accompagnato in questi anni rappresentando un supporto prezioso"
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