Riforma dei porti, settimana chiave in Parlamento: Genova osserva il confronto sulla nuova governance

di R.C.

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Nei prossimi giorni la Commissione Trasporti della Camera proseguirà il ciclo di audizioni con i principali protagonisti del settore

Riforma dei porti, settimana chiave in Parlamento: Genova osserva il confronto sulla nuova governance

Entra nella fase decisiva il percorso parlamentare della riforma della governance portuale, un provvedimento destinato a ridisegnare l'organizzazione dei porti italiani e che interessa da vicino anche lo scalo di Genova, uno dei principali hub marittimi del Mediterraneo.

Nei prossimi giorni la Commissione Trasporti della Camera proseguirà il ciclo di audizioni con i principali protagonisti del settore: associazioni dei terminalisti, armatori, rappresentanti dei Comuni, Autorità marittima, ambientalisti, Corte dei Conti e Autorità di Sistema Portuale. L'obiettivo è raccogliere osservazioni e proposte sul disegno di legge del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che prevede anche la nascita della nuova società pubblica Porti d'Italia.

Prima dell'audizione parlamentare, il presidente di Assoporti, Roberto Petri, ha convocato per il 1° luglio un'assemblea dei presidenti delle Autorità di Sistema Portuale a Napoli. Oltre alla visita ai cantieri dell'America's Cup di Bagnoli, la riunione servirà a definire una posizione condivisa sui contenuti della riforma, in vista del confronto con i deputati.

Secondo Petri, il riassetto della governance rappresenta una sfida determinante per il futuro della portualità italiana. Il sistema dovrà infatti affrontare temi strategici come la competitività internazionale, la transizione energetica e digitale e l'evoluzione dei traffici marittimi nel Mediterraneo, mantenendo i porti al centro delle catene logistiche del Paese.

Anche gli armatori - scrive il Secolo XIX - chiedono modifiche e chiarimenti. Il presidente di Confitarma, Mario Zanetti, considera positiva l'idea di una regia nazionale più forte, ma sottolinea la necessità di definire con precisione competenze e responsabilità per evitare sovrapposizioni tra i diversi livelli decisionali. Un altro nodo riguarda le risorse economiche: secondo gli operatori sarà fondamentale garantire un equilibrio che non comprometta la qualità dei servizi e la sostenibilità finanziaria del sistema.

Tra le richieste avanzate dai terminalisti c'è anche quella di uniformare le regole applicate nei diversi porti italiani. Uniport, che sarà ascoltata dalla Commissione, sostiene la creazione di un coordinamento centrale, ma chiede procedure omogenee per tutte le Autorità di Sistema Portuale, superando le differenze oggi esistenti in materia di concessioni, canoni e gestione amministrativa. L'associazione ritiene inoltre che il ruolo degli operatori privati debba essere maggiormente valorizzato, pur mantenendo la futura società Porti d'Italia sotto il controllo pubblico per assicurarne imparzialità e neutralità.

Per il porto di Genova il confronto parlamentare assume un'importanza particolare. Le scelte che emergeranno dalla riforma influenzeranno infatti l'assetto decisionale delle Autorità di Sistema Portuale, la programmazione degli investimenti e il coordinamento di uno dei comparti più strategici per l'economia ligure e nazionale.

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