Revoca concessioni verso la stretta finale. Renzi e Forza Italia frenano

di Redazione

Intanto in borsa il titolo Atlantia perde quasi il 5% in due giorni

Revoca concessioni verso la stretta finale. Renzi e Forza Italia frenano

Il decreto Milleproroghe, sul quale il governo ha posto il voto di fiducia, tra pochi giorni sarà legge e questo potrebbe far pensare che la strada verso la revoca della concessione ad Autostrade per l'Italia sia ormai spianata. Nella maggioranza, però, c'è chi non la pensa proprio così: "Io sono perché Autostrade paghi per quello che è successo e paghi tanto - ha detto Matteo Renzi, leader di Italia Viva in una conferenza stampa al Senato - Spero che non vi sia chi, in nome del populismo, faccia una battaglia al termine della quale è lo stato a pagare alle Autostrade". 

"In merito alla vicenda del Ponte Morandi - replica Maria Grazia Gelmini dai banchi dell'opposizione - la magistratura dovrà accertare eventuali comportamenti dolosi e i responsabili, se giudicati tali, dovranno pagare per le proprie colpe. Nel frattempo è improponibile promuovere una revoca repentina delle concessioni, che costerebbe alle casse dello Stato almeno 7 miliardi, più probabili spese per contenziosi e ricorsi - che bloccherebbe tutti gli investimenti, con opere già finanziate e cantierate, con il solo risultato di rappresentare un danno per le nostre imprese e per i cittadini. Le concessioni vanno riviste, va affrontato il tema, vanno rinegoziate le condizioni. Ma farlo unilateralmente e senza considerare le ricadute negative di questa strategia rischia di essere una beffa per il Paese".

Con il riaccendersi delle voci sulla revoca, immediate anche le reazioni a Piazza Affari, dove il titolo Atlantia ha perso ieri il 2,5% ed oggi un ulteriore 3,4%.