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Psa Genova Pra', al lavoro due nuove gru ferroviarie

di Marco Innocenti

Danesi: "Prossima tappa l'abbattimento del viadotto per la creazione di 7 binari da 750 metri per aggredire le destinazioni europee"

Due nuove gru ferroviarie al terminal Psa Genova Pra' per un investimento finale di 10 milioni di euro. Prosegue quindi il potenziamento delle linee su ferro da parte del colosso di Singapore, segno evidente che da Pra' ci si vuole aprire la via verso i mercati dell'Europa Centrale, provando a competere con i grandi porti del nord. Non a caso Psa sta aprendo una filiale in Svizzera e, altrettanto non a caso, gli investimenti sul traffico ferroviario sono in cima alla lista stilata dal gruppo guidato in Italia da Gilberto Danesi.

"Tutto è elettrico ormai - spiega lo stesso Danesi, presidente di Psa Italia - Dobbiamo continuare ad andare avanti su questa strada. E' stato un investimento importante, che in questo momento di contrazione dei traffici non fa tanto bene alle nostre tasche ma Psa crede molto nelle piattaforme italiane, Genova Pra' e Venezia. Dopo di questo ci sarà l'abbattimento del viadotto di collegamento con l'autostrada e la costruzione di una nuova struttura. Al posto del vecchio viadotto verrà costruito un fascio di sette binari da 750 metri, una grande novità che ci permetterà di fare dei treni di standard europei che potranno così raggiungere tutte le destinazioni in Europa, non solo in Italia”.

“Il nostro obiettivo – ha assicurato Paolo Emilio Signorini, presidente dell'AdSP del mar ligure occidentale – è il raggiungimento di una quota su ferro del 25%. Adesso siamo intorno al 14%. Le prime opere già eseguite stanno già facendo spostare gli investimenti dei privati, come vediamo qui oggi, ma sta anche spostando i volumi di traffico perché noi prevediamo un raddoppio dei volumi dei treni settimana già con le infrastrutture odierne. Dobbiamo efficientare ancor di più le tracce ferroviarie perché ne abbiamo qualcuna ancora non utilizzata e dobbiamo avere un incentivo alla ferrovia che sia paragonabile a quello che esiste in altre regioni del mondo, dove il treno funziona. Altrimenti il treno non è competitivo rispetto alla strada”.