Porto di Ravenna, obiettivi e strategie proiettate nel futuro

di Redazione

Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centro-Settentrionale Francesco Benevolo fa il punto sul porto di Ravenna: traffici record, cold ironing, dragaggi, ferrovia e rapporto con la città. «Ho trovato un porto che correva, con molti cantieri già impostati e una progettualità importante». Francesco Benevolo, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centro-Settentrionale, traccia il bilancio dei suoi primi mesi alla guida dello scalo ravennate, dopo la nomina a commissario straordinario nel giugno 2025 e quella a presidente nel novembre dello stesso anno.

Un lavoro portato avanti, sottolinea, grazie a una comunità portuale coesa. «Abbiamo trovato grande collaborazione tra terminalisti, lavoratori, Capitaneria e istituzioni. È stato un vero lavoro di squadra».

Tra i principali risultati c'è l'attuazione dei progetti finanziati dal PNRR. Al centro c'è il cold ironing per il nuovo terminal crociere. «Abbiamo realizzato un progetto molto importante, con 42 milioni di euro di investimenti, un campo fotovoltaico da 37 megawatt e circa 11 chilometri di linee».

L'obiettivo è permettere alle navi di spegnere i motori durante la sosta e utilizzare energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili. «Le navi potranno collegarsi alla rete e utilizzare energia pulita. È una grande sfida per la transizione energetica del porto».

Dragaggi, obiettivo 12,50 metri

Resta centrale anche la questione dei fondali. «Il programma dei dragaggi prosegue senza sosta». In alcune banchine Ravenna ha già raggiunto i 10,80 metri di pescaggio e l'obiettivo a breve è superare gli 11 metri.

Il traguardo finale è però più ambizioso: «Vogliamo arrivare a 12,50 metri in tutto il porto. Significherebbe un grande recupero di efficienza per i nostri terminalisti». Una necessità legata anche al ruolo industriale dello scalo. «Da Ravenna passa circa il 25 per cento delle materie prime che alimentano la Pianura Padana. Sono prodotti fondamentali per il Made in Italy».

«Non siamo invulnerabili»

Il 2025 ha portato un nuovo record storico, con oltre 28 milioni di tonnellate movimentate. «Il porto lavora bene e la comunità portuale è molto coesa», dice Benevolo. Ma gli scenari internazionali impongono prudenza.

«Non dobbiamo pensare di essere invulnerabili. Siamo vulnerabili ai fattori esterni». Il riferimento è alle guerre, ai dazi, ai contingentamenti e alle dinamiche dei mercati internazionali. «Per questo il nostro mantra deve essere investire: in banchine, dragaggi, strade e logistica».

La sfida ferroviaria

Sul fronte ferroviario sono già stati raggiunti accordi con RFI per una nuova stazione merci sul lato sinistro del Candiano e per l'ampliamento del fascio dei binari. Oggi circa il 15% delle merci del porto viaggia su ferro. «Possiamo arrivare al 30 per cento. Abbiamo bisogno soprattutto di nuove tracce ferroviarie». Più indietro il progetto sul lato destro del Candiano. «Qui RFI non ha ancora trovato le risorse. Bisogna accelerare: la logistica non aspetta».

Porto e città

Infine il rapporto con Ravenna, che nel 2026 è diventata Capitale italiana del mare. «È stata una sveglia per la città, per vivere con maggiore consapevolezza il rapporto con il mare e con il porto».

Attorno allo scalo gravitano circa 20mila addetti, ma secondo Benevolo resta da migliorare l'integrazione fisica tra porto e città. «La stazione ferroviaria crea ancora una cesura. Se ci fosse un collegamento più diretto, l'integrazione sarebbe ancora maggiore». La direzione, comunque, è tracciata: «Ravenna è una città sul mare e sta diventando sempre più una città di mare».

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