Idrogeno verde nel porto di Savona, Rixi: "Un progetto all’avanguardia che può essere esteso ad altri porti"
di Luca Pandimiglio
«È una sperimentazione importante che vede Savona all’avanguardia. Qui si vuole sperimentare qualcosa che poi possa essere esteso anche ad altri porti». Così il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi, intervenuto a Savona in occasione della firma del protocollo tra AdSP, ALIS, Assocostieri, Edison e FS Logistix per lo sviluppo di un progetto pilota sull’idrogeno verde.
Secondo Rixi, il progetto può rappresentare un passo significativo anche sul fronte della sicurezza energetica. «Si parla oggi di creare una cogenerazione di idrogeno verde sul porto di Savona. Per noi è importante perché sarebbe il primo impianto che si può realizzare in Italia, completamente green, in grado di gestire la filiera all’interno del territorio nazionale e quindi di stabilire anche i prezzi dell’energia».
L’obiettivo non è soltanto ambientale. «In un momento come questo non c’è solo un problema di carattere ambientale, ma anche un problema di prezzi legati agli idrocarburi. Cambiare completamente, in prospettiva, la dipendenza da Paesi terzi è fondamentale», ha sottolineato il viceministro.
Rixi ha evidenziato anche il legame tra il progetto e lo sviluppo del trasporto ferroviario a idrogeno. «Stiamo cercando di sfruttare anche le capacità innovative che abbiamo sviluppato con FS, dove il primo treno a idrogeno funzionante nel nostro Paese è entrato in servizio quest’anno. Siamo tra i primi Paesi al mondo ad adottare questa tecnologia, in buona parte italiana, e vogliamo continuare a svilupparla».
Il progetto di Savona, nelle intenzioni del viceministro, dovrà essere un primo passo da replicare in altri scali. «Lo definisco un seme perché significa che c’è ancora tanto da fare. Ogni volta bisogna piantare dei semi. Dobbiamo continuare a investire sul futuro, sulle tecnologie dell’energia, dall’idrogeno al nucleare, all’innovazione e alla diminuzione delle emissioni, ma anche sul controllo delle filiere di produzione».
Ora il percorso dovrà partire dall’analisi dei fabbisogni del porto per arrivare, eventualmente, alla realizzazione delle infrastrutture. «Bisogna fare una ricognizione sull’esigenza di produzione, sulla capacità e su quanto idrogeno serve, sulla gestione dei fabbisogni del porto di Savona. Sono modelli che partono prima dall’analisi e poi arrivano alla realizzazione delle strutture», ha concluso Rixi.
Per restare sempre aggiornati sulle principali notizie sulla Liguria seguiteci sul canale Telenord, su Whatsapp, su Instagram, su Youtube e su Facebook.
Altre notizie
Porto di Savona, al via il progetto di AdSP, ALIS, Assocostieri, Edison e FS Logistix per l’idrogeno verde
28/09/2026
di Luca Pandimiglio

