Porto di Pra’, i comitati contro l’ampliamento: "Non si può continuare a riempire il mare"

di Luca Pandimiglio - Katia Gangale

I comitati chiedono inoltre chiarimenti sulla gestione degli spazi e sulle dimensioni delle nuove opere

L’ipotesi di ampliamento del porto di Pra’ continua a suscitare la contrarietà dei comitati e dei residenti del Ponente genovese. Al centro delle proteste ci sono soprattutto il consumo di nuovi spazi a mare, l’impatto del traffico pesante, la qualità dell’aria e le conseguenze che, secondo i cittadini, un ulteriore sviluppo delle infrastrutture portuali potrebbe avere sulla vivibilità della zona.

Durante un incontro con l’Autorità di sistema portuale, ai rappresentanti dei comitati è stata illustrata una nuova ipotesi progettuale. Una proposta che, secondo quanto riferito dai residenti, differirebbe da quelle presentate in precedenza alle istituzioni.

Tra le principali preoccupazioni c’è quella legata ai nuovi riempimenti a mare. «Se c’è uno specchio acqueo, non me lo devi prendere con un riempimento», è una delle posizioni espresse a Telenord dai rappresentanti dei cittadini, tra cui la presidente del Comitato Estremo Ponente Voltri Maria Rosa Boggio, contrari a un ulteriore avanzamento delle aree portuali verso il mare.

I comitati chiedono inoltre chiarimenti sulla gestione degli spazi e sulle dimensioni delle nuove opere, evidenziando il timore che l'aumento delle strutture e dei container possa modificare ulteriormente il paesaggio del Ponente. Particolare attenzione viene riservata anche alla diga, rispetto alla quale, riferiscono i residenti, l’Autorità portuale avrebbe assicurato che non verrà modificata.

Un altro capitolo riguarda la salute e la qualità dell’aria. I residenti sottolineano la necessità di un monitoraggio continuo e indipendente, con centraline collocate in punti ritenuti significativi per valutare l’effettiva esposizione della popolazione agli inquinanti. La richiesta è quella di «un monitoraggio continuo, costante e perpetuo», anche considerando la presenza del traffico autostradale e dei mezzi pesanti diretti verso il porto.

Per i comitati, dunque, la questione portuale non può essere affrontata esclusivamente dal punto di vista economico e occupazionale. «L’economia è anche la salute», sottolineano i rappresentanti dei residenti, chiedendo che lo sviluppo delle attività portuali venga accompagnato da interventi a tutela della popolazione.

Tra le criticità sollevate c’è anche quella della viabilità. Il traffico dei camion diretti al porto rappresenta, secondo i residenti, uno degli elementi di maggiore pressione sulla zona, sia per l’inquinamento sia per la congestione delle strade. Nel mirino anche alcune opere viarie rimaste incompiute o, secondo i comitati, non adeguatamente funzionali alla gestione dei flussi di traffico.

I residenti chiedono inoltre maggiore chiarezza nel confronto con le istituzioni. Una delle contestazioni riguarda infatti la presentazione di ipotesi progettuali differenti a seconda degli interlocutori. «Quando ci viene parlato a noi non venga presentato ogni volta un progetto e alle istituzioni ne venga presentato un altro», è la richiesta espressa dai rappresentanti dei comitati.

La mobilitazione, intanto, prosegue. I cittadini hanno annunciato la possibilità di organizzare nuove iniziative pubbliche contro l’ampliamento e per chiedere maggiori garanzie sulla salute e sulla vivibilità del territorio.

Il confronto sul futuro del porto di Pra’ resta quindi aperto, con i comitati intenzionati a portare avanti le proprie richieste nei prossimi incontri con le istituzioni e con l’Autorità portuale.

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