Ponte Morandi, un anno fa la demolizione delle pile 10 e 11
di Marco Innocenti
Erano le 9.38 del mattino: il conto alla rovescia degli artificieri nella galleria dell'autostrada, le sirene e poi l'esplosione
"5, 4, 3, 2, 1... spara". Sono le ultime parole degli artificieri prima dell'esplosione che, esattamente un anno fa alle 9.38 del mattino, ha dato il via alla demolizione delle pile 10 e 11, quel che rimaneva del Ponte Morandi dopo il tragico crollo del 14 agosto 2018. Pochi secondi, anzi pochi istanti, prima che una nuvola di polvere inghiottisse le macerie di ferro e calcestruzzo ormai adagiate a terra.
Ora che il nuovo viadotto sul Polcevera sta per essere inaugurato, che il nastro d'acciaio e asfalto corre di nuovo ad unire le due sponde della Valpolcevera, quel 28 giugno dello scorso anno sembra ancora più lontano, insieme alle tante paure e ai tanti dubbi che l'avevano preceduto. L'uso degli esplosivi, le procedure di sgombero di migliaia di famiglie, i timori per le polveri, tutto spazzato via da quel boato che precedette l'implosione, dalle colonne d'acqua che si alzarono dalle vasche poste sopra e intorno alle pile, dalla liberazione nel veder andar giù anche l'ultimo brandello di quella tragedia.
E ad un anno di distanza, forse, Genova può davvero dirsi pronta a rialzarsi e ripartire.
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