Ponte Morandi, le storie dei cani soccorritori: "Era peggio di Amatrice e Rigopiano"

di Fabio Canessa

A San Rocco di Camogli la premiazione dei quattro zampe che hanno salvato vite umane

Ponte Morandi, le storie dei cani soccorritori: "Era peggio di Amatrice e Rigopiano"

Dopo l'anniversario del crollo di Ponte Morandi, col ricordo delle 43 vittime e il silenzio di Genova alle 11.36, all'indomani di Ferragosto è il giorno del ringraziamento per i cani soccorritori che hanno permesso di estrarre persone da quell'inferno di macerie. A loro è stato consegnato a San Rocco di Camogli il premio 'Fedeltà del cane' che ogni anno raccoglie le storie più commoventi degli eroi a quattro zampe.

Ci sono  anzitutto i cani dei vigili del fuoco: i border collie Apple, Kaos, Kappa, Keynine, King, Maggie, la golden retriever Luna, il pastore belga Wendy. E poi Zoe, golden retriever di 3 anni e mezzo, tra i primi ad arrivare sul posto col suo conduttore Rocco Tufarelli, responsabile tecnico del nucleo cinofilo regionale. Il loro compito è delicatissimo: i cani si infilano in anfratti e varchi lasciati dai lastroni di cemento, e se fiutano "coni di odore" (questo il termine tecnico) di possibili dispersi abbaiano, quindi le squadre Usar iniziano a scavare.

Un intervento difficilissimo, il primo per Zoe e il più pericoloso che le potesse capitare. Mentre scavava tra le macerie di un'auto si è ferita. Soccorsa dal veterinario, si è ripresa e ha continuato a lavorare. "Le operazioni erano complicate - spiega Tufarelli, che ha anche gestito la rotazione dei cinofili - perché tutto era instabile, pezzi di ponte potevano staccarsi e cadere sugli stessi soccorritori, mentre la pioggia non migliorava le cose".

Il 14 agosto 2018 a Genova sono arrivati nuclei cinofili da tutta Italia, e in particolare dalla Toscana. Tra gli altri cani premiati ci sono Allyson, Aurora, Foglia, Maya, Ombra, Raya, Yara e Zara.

L'ispettore Benedetto Catania, che coordina tutte le 43 unità cinofile del Corpo intervenute, descrive il disastro paragonandolo forse solo alla tragedia di Rigopiano dove lui stesso intervenne con la sua Maya. Lì, però, sebbene la slavina avesse spostato l’albergo di decine di metri, si poteva fare riferimento alla piantina. Qui invece uomini e cani erano completamente al buio, non sapendo neppure il numero delle persone coinvolte. Un raggio di azione limitato, ma un’enorme devastazione, con pilastri giganteschi precipitati come castelli di carta, macerie ammassate le une sulle altre.

La zona è stata suddivisa in quattro siti operativi dove la ricerca si è ripetuta a turni di due ore per 24 ore consecutive. In pratica otto cani operavano in contemporanea sui quattro siti, dandosi il cambio ogni due ore. Si sono trovati a lavorare in un ammasso di tondini di ferro, come lance puntate sui loro corpi, e tutti i 43 cani-pompiere potevano rimanere seriamente feriti in qualsiasi momento.

"Da uno scenario fortemente critico sono emerse capacità operative e professionalità di tutti, uomini e animali", afferma l’Ispettore Catania. "Se i nostri cani potessero parlare, direbbero di essersela vista brutta questa volta, perché neanche Amatrice e Rigopiano li avevano messi così alla prova, ma direbbero anche che sono pronti, già da domani, a ripartire per salvare delle vite umane".

E poi ancora la storia di Night Spirit, pastore australiano di 7 anni della polizia di Genova che si trovava quasi per caso nelle vicinanza del viadotto per una perquisizione antidroga insieme al collega Cora. Night Spirit e la sua conduttrice Laura Bisio hanno trovato nei primi terribili minuti cinque corpi senza vita, ma anche l'autista di un mezzo pesante precipitato insieme al viadotto, e di seguito altre cinque persone, tutti miracolosamente ancora vive.

Non da meno i cani del soccorso alpino piemontese (Bagor, Bolt, Harida, Nina, Sky, Yankee e Zari), specializzati in soccorsi su valanghe in ambito montano, che hanno aiutato quelli dei vigili del fuoco. E poi Gino e Macchia, fratelli in forza ai carabinieri forestali della Lombardia, che hanno operato fino allo stremo delle forze. E infine Bud, il cane della protezione civile ligure, rimasto sul posto per tutto il giorno col suo conduttore anche se non abituato a interventi di questo tipo.