Giovedi, 22 agosto 2019  

Ponte Morandi, un anno dopo. Il racconto della giornata in diretta

La commemorazione con Mattarella e Conte sul Polcevera, Autostrade lascia la cerimonia su richiesta dei parenti
2019-08-16T09:16:53+00:00

Ponte Morandi, Genova, un anno dopo. La messa in suffragio delle vittime nel cantiere simbolo della rinascita, con la bandiera di San Giorgio issata sulla nuova pila. Il dolore composto dei parenti delle vittime e la ‘cacciata’ della delegazione di Autostrade, con gli striscioni di contestazione “Basta concessioni ai Benetton”. Campane, clacson, sirene per omaggiare le 43 vite spezzate dal disastro in un assordante minuto di silenzio. La vicinanza degli sfollati, palloncini bianchi al cielo e le rose affidate al Polcevera.

Il 14 agosto 2018 è cambiata la storia di Genova. Alle 11.36 la pila 9 del ponte Morandi, nome ufficiale viadotto Polcevera, è crollata portandosi dietro oltre 200 metri di strada. Il bilancio finale è di 43 vittime e 9 feriti. Le abitazioni di via Porro e via del Campasso sono state evacuate per un totale di 566 sfollati. Nell’inchiesta per disastro colposo e omicidio colposo aperta dalla procura sono indagate a vario titolo 73 persone.

Oggi, a un anno da quell’evento, Genova si è stretta nel ricordo alla presenza delle istituzioni e dei familiari di chi ha perso la vita. Presenti il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte coi ministri Salvini, Di Maio, Toninelli, Bonisoli, Tria, Moavero Milanesi, Stefani, rappresentanti dei familiari delle vittime e numerose autorità civili e militari.

Il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova, ha celebrato la messa in suffragio nel capannone davanti alla pila 9 del futuro ponte sul Polcevera. Sono stati posizionati due maxi schermi sul lato nord e sul lato sud di via 30 Giugno per permettere al pubblico di seguire la commemorazione.

ORE 11,36, LA CITTA’ SI FERMA PER UN MINUTO DI SILENZIO

La città si ammutolisce e si ferma, nelle piazze, nelle case, nei negozi e negli uffici. Tutto tace, anche gli altoparlanti delle stazioni, anche i treni. Si sentono solo i rintocchi delle campane, i clacson dei tassisti, le sirene delle navi del porto, i fischi dei treni sui binari. A fine minuto un lungo e scrosciante applauso.

Davanti al ponte che non c’è più a fine minuto vengono lanciati simbolicamente in cielo palloncini bianchi e a seguire, rose nel greto del Polcevera per ricordare le vittime.

Nel pomeriggio, alle 17, alcuni parenti delle vittime si stringono in una commemorazione privata nel parcheggio dell’Ikea per poi consegnare una targa di ringraziamento ai soccorritori nel palazzo del Municipio a Cornigliano.

DELEGAZIONE DI AUTOSTRADE LASCIA IL CAPANNONE SU RICHIESTA DEI PARENTI DELLE VITTIME

Alla messa si era presentato anche l’ad di Atlantia ed ex amministratore delegato di Autostrade per l’Italia Giovanni Castellucci, tra gli indagati per il crollo. Con lui anche l’attuale ad di Aspi Roberto Tomasi, Gianni Mion presidente di Edizione e Giuliano Mari, presidente di Aspi. Secondo quanto appreso la delegazione di Autostrade per l’Italia sarebbe stata invitata dal Commissario Marco Bucci.

Ma dopo aver saputo che erano presenti, alcuni familiari delle vittime hanno chiesto alle istituzioni che venisse allontanata. La delegazione è stata informata e per rispetto della volontà dei familiari ha lasciato il capannone della cerimonia (leggi di più qui)

I FAMILIARI DELLE VITTIME: “CHIEDIAMO PROCESSI BREVI, VIGILEREMO SU CONCESSIONI”

“Stiamo sopravvivendo da un anno e stiamo provando a vivere, ma è come una montagna da scalare. Quanto è accaduto è inaccettabile. Quella dei nostri cari è stata una condanna a morte senza possibilità di appello. Non possiamo restare inermi: chiediamo ai nostri rappresentanti qui intervenuti numerosi un segnale concreto. I nostri rappresentanti devono seguire con la massima attenzione l’affidamento di beni pubblici, al tempo stesso dovrà essere potenziata la sorveglianza. Chiediamo anche ai cittadini di essere vigili e attenti sempre, di mantenere viva la coscienza civile. Nel nostro Paese la parola principale dovrà essere prevenzione, non vogliamo che altre famiglie debbano piangere morti per questo. Noi chiediamo con forza processi brevi, perché le famiglie possano trovare pace. Chiediamo che in casi come questi una nuova legge possa garantire un’unità di crisi e tutto il necessario per far percepire la vicinanza delle istituzioni a chi subisce una tale barbarie. Vogliamo giustizia”, ha detto Egle Possetti, presidente del comitato dei familiari delle vittime. “Noi queste 43 vittime non le dimenticheremo mai”. Dopo il suo discorso tutti i parenti presenti si sono alzati in piedi ad applaudire.

CONTE: “GENOVA HA RIDATO SPERANZA AL PAESE INTERO”

“La vita di Genova riparte da questa comunità di donne e uomini che ha saputo prendersi per mano e riprendere il cammino. Genova, precipitata nel buio, ha riacceso la luce e ridato speranza ha un Paese intero”, ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

“Non vi abbiamo dimenticato – ha detto il premier rivolgendosi ai parenti delle vittime -. Genova oggi è simbolo di forza d’animo e volontà di rinascita. Poche ore dopo il crollo lanciai un monito: non lasceremo sola Genova. Da questa promessa siamo ripartiti”. Il presidente del Consiglio ha poi ricordato le tappe della ricostruzione. “Il nuovo ponte dovrà essere percorribile ad aprile dell’anno prossimo”, ha ribadito.

TOTI: “FATTO TUTTO QUELLO CHE POTEVAMO”

“È una giornata di dolore ma anche di orgoglio per Genova, ricordiamo 43 vittime, per cui speriamo ci sia presto una giustizia, non una giustizia sommaria di piazza, ma legata alla verità dei tribunali, di orgoglio perché un anno dopo la città arriva sollevata, tutto quello che potevamo lo abbiamo fatto”. Lo ha detto il governatore Giovanni Toti.

BUCCI: “DEDICHIAMO AI 43 ANGELI LA RICOSTRUZIONE”

“Vogliamo ricordare non solo coloro che hanno perso la vita, ma tutti quelli che stanno ancora soffrendo. Per loro stiamo lavorando duro. Tutti insieme abbiamo dato un segnale sapendo che il bene della città è il bene di tutti noi. Siamo vicini non solo al ponte caduto, ma al ponte che viene ricostruito. Ai 43 angeli che non ci sono più dedichiamo il desiderio di avere una città più bella di quella che era prima”

BAGNASCO: “UNITI FACCIAMO MIRACOLI”

“Se restiamo uniti le nostre capacità si moltiplicheranno e faranno miracoli”. Lo ha detto l’arcivescovo di Genova, cardinale Angelo Bagnasco, durante l’omelia della celebrazione per la commemorazione delle 43 vittime del crollo del ponte Morandi nel primo anniversario della tragedia. Bagnasco ha ricordato “i disagi diffusi per muoversi da una parte all’altra, per gli abitanti della zona, per non pochi lavoratori che qui avevano le loro attività: tutti hanno vissuto il distacco da un ambiente familiare e caro, hanno visto messo in crisi il loro lavoro. Ma su tutto ha aleggiato la speranza, il credere in un futuro non lontano, e che oggi cominciamo a vedere. C’è una ferma volontà di ripresa”.

“Le vittime” del crollo del ponte Morandi sono “angeli della città: Genova non li dimenticherà mai. Abbiamo incisi nel cuore quei giorni, quell’apocalisse che ci ha lasciati senza respiro come se tutto fosse precipitato nel buio. La città rinnova il suo abbraccio ai familiari delle vittime perché non si sentano troppo soli”. Lo ha detto il cardinale Angelo Bagnasco nell’omelia della cerimonia di commemorazione delle 43 vittime del crollo di ponte Morandi nel giorno del primo anniversario della tragedia. “Abbiamo stampata nell’anima una luce che man mano si è ingrandita, che si è fatta largo tra le macerie alla ricerca di vita: è la luce dei soccorritori. E’ stato solo dovere? No, è stato anche amore. Hanno espresso l’anima di Genova, la sua forza di non piegarsi, di non arrendersi, la coriacea volontà di rinascere”.

DI MAIO: “ABBIAMO IL DOVERE DI REVOCARE LE CONCESSIONI”

“Il nostro dovere di fronte a tragedie come questa è di avviare le procedure per la revoca della concessione”. Lo ha detto il vicepremier Di Maio dopo la cerimonia per ricordare le 43 vittime di Ponte Morandi.

SALVINI COMMOSSO: “GIUSTIZIA IN FRETTA”

“Giustizia in fretta, il più in fretta possibile. Chi ha sbagliato deve pagare fino in fondo”. Lo ha detto il ministro Matteo Salvini al termine della messa in ricordo delle vittime del Morandi. “Vedere i piloni nuovi al posto di quelli vecchi… – ha detto con le lacrime agli occhi – lo commentavo con qualche papà: il pilone non porta indietro ma è un segno di rinascita”

“Genova è come Viareggio. Quelle stragi che non possono rimanere impunite”, ha detto con la voce rotta dall’emozione, al termine della cerimonia di commemorazione delle vittime di ponte Morandi, nel giorno del primo anniversario.

La bandiera di Genova sventola sulla prima pila del nuovo ponte

Il cordoglio per Genova anche sulla spiaggia di San Vincenzo, Livorno, dove sventola la bandiera di Genova a lutto

Il by pass aperto in via Porro, fra le macerie del cantiere, per riaprire il traffico nella direttrice di via Fillak

Ore 9, arrivano i primi cittadini in via 30 giugno, davanti a uno dei due maxi schermi messi a disposizione per vedere la commemorazione

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