Peste suina, approvata in Senato la legge speciale. Bruzzone: "Ora i ristori"
di Edoardo Cozza
Via libera prima in commissione, poi da Palazzo Madama: l'iter proseguirà alla Camera. Il senatore della Lega: "Fare presto ad approvarla"

Approvata in Senato la "legge speciale sulla peste suina", vagliata dalla Commissione congiunta Sanità e Agricoltura e oggi pomeriggio dall'aula di Palazzo Madama. Nei prossimi giorni il passaggio alla Camera dei Deputati: se non ci saranno ostruzionismi di sorta, entro un paio di settimane l'iter sarà terminato e arriverà il definitivo via libera alla normativa.
Nel dettaglio, la legge servirà a sbloccare 10 milioni di euro destinati alle reti di recinzione, telecamere e a tutte quelle attività ritenute necessarie per combattere il dilagare del virus.
Una parte di questi soldi andranno ai titolari di aziende agricole e allevatori. Brutte notizie per tutto il comparto del turismo e dell'outdoor per cui per ora non è previsto alcun ristoro. E anche di quelli ha parlato alla Diretta Live di Telenord il senatore della Lega Francesco Bruzzone. "La legge dice sostanzialmente che le Regioni possono partire con i loro piani per affrontare questa emergenza che verrà poi delineata dalla legge speciale che darà ampi poteri al commissario. Conterranno provvedimenti per l'attività outdoor, e poi quelli per il depopolamento dei cinghiali. Il problema è rappresentato dai soldi. I dieci milioni di euro trovati nei fondi stanziati per l'intera emergnza del settore suinicolo, saranno limitati a coprire le emergenze. Per quanto riguarda il problema dei ristori a tutte le attività duramente colpite dalla chiusura dei boschi sarà necessario individuarli in altri provvedimenti. Sotto questo profilo, e lo dico anche pensando al lavoro che attende le regioni, andranno stabiliti con grande attenzione i criteri per la distribuzione. Un conto è chi si è bagnato un po' di pioggia, faccio per dire, un conto chi ha subito un'inondazione. Cammino in discesa? Le difficoltà, peraltro attese, in Senato non sono mancate, anche con motivazioni un po' assurde. Adesso occorre che la Camera approvi, senza cambiare nemmeno una virgola, entro il 17 aprile".
Un'ultimo accenno Bruzzone lo ha fatto alla agognata ridefinizione della cosiddetta zona rossa. "I confini sono stati delineati addirittura da una direttiva europea, e quindi l'iter per cambiarla sarebbe molto lungo. Però si può e si deve pensare a una modulazione diversa dei provvedimenti che riguardano la zona più colpita e quelle che non sono state toccate. Malgrado con zone cuscinetto e quant'altro".
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