Il partigiano Giotto compie 101 anni: "È il traguardo di un'intera generazione"
di Claudio Baffico
Centouno anni di vita, di lotte e di memoria. Giordano Bruschi, il partigiano genovese conosciuto come Giotto, festeggia oggi il suo compleanno circondato dagli amici e dai compagni di una vita. La città lo celebra con “La carica dei 101”, un pomeriggio di testimonianze, sorprese e interventi di giovani creativi nell’auditorium della Biblioteca Saffi di via Molassana.
«È un traguardo non solo mio, è il traguardo di un’intera generazione», racconta Bruschi, che ancora oggi rivendica il valore delle battaglie combattute insieme ai suoi compagni: «Non posso che ripetere il grido di battaglia: ora e sempre Resistenza».
La sua storia comincia con la lettura clandestina di Germinal di Émile Zola, romanzo che raccontava le condizioni dei lavoratori francesi. Poi la lotta partigiana a Cornigliano e Sampierdarena e quella in Piemonte, dove conobbe Gillo Pontecorvo. «Finita la lotta partigiana è continuata la lotta per l’eguaglianza e la libertà», ricorda. Da lì le battaglie per la difesa delle fabbriche, per i lavoratori marittimi e l’impegno politico, fino ai quindici anni trascorsi in Consiglio comunale a Genova.
Nato a Pistoia nel 1925, Bruschi arrivò a Genova a dodici anni, il 20 settembre 1937. Da allora la città è diventata il centro della sua vita e del suo impegno. Tra le tante battaglie anche quella per la riqualificazione dell’acquedotto storico e, ancora oggi, quella per lo scolmatore del Bisagno, che definisce «una battaglia importante per dare sicurezza alla città».
Nel 1983, mandato anticipatamente in pensione, ha iniziato una nuova fase del suo impegno: la testimonianza nelle scuole. «Da allora per 43 anni ho continuato la mia battaglia con i giovani per la libertà, per testimoniare i valori della Resistenza». Sono circa 50 mila gli studenti incontrati nel corso degli anni.
E anche a 101 anni Giotto non pensa di fermarsi: «Se mi chiamano ci vado immediatamente». La sua festa, del resto, non vuole essere soltanto un compleanno. «Sono orgoglioso non di quel poco che ho fatto io, ma delle lotte che insieme a me hanno fatto i lavoratori genovesi».
Una vita racchiusa in migliaia di giornate, che Bruschi sintetizza così: «Ogni giorno per me è stata la continuità di un impegno per la libertà e per l’eguaglianza».
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