Ottantun anni fa l'uccisione del partigiano Luigi Lanfranconi

di Claudio Baffico

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Ottantun anni fa l'uccisione del partigiano Luigi Lanfranconi

Sono passati 81 anni da quel 20 febbraio 1945 in cui Luigi Lanfranconi cadde sotto i colpi dei fascisti in piazza Corvetto, a Genova. Un anniversario che riporta alla memoria la figura di uno dei protagonisti della Resistenza ligure, vice comandante delle brigate cittadine di “Giustizia e Libertà”, insignito nel 1969 della Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria.

Nato a Voltri il 12 luglio 1913, Lanfranconi conobbe presto il dolore: il padre morì al fronte nel 1918 in seguito a un incidente, e nello stesso anno la madre fu vittima dell’influenza spagnola. Cresciuto dalla nonna paterna a Crevari, lavorò prima come operaio all’Ansaldo e poi, dal 1931, all’Esattoria delle Imposte di Genova presso la Cassa di Risparmio. Durante la seconda guerra mondiale fu più volte richiamato alle armi; all’armistizio si trovava in servizio presso una batteria costiera.

Dopo l’8 settembre 1943 scelse la via della lotta clandestina. Contribuì all’organizzazione dei primi nuclei partigiani tra Liguria ed Emilia e si unì alle formazioni di Giustizia e Libertà, assumendo il nome di battaglia “Sergio Canepa”. Divenne vice comandante delle brigate cittadine, impegnato nel coordinamento delle attività patriottiche e nei collegamenti con il comando regionale ligure, come documentato anche da un biglietto autografo firmato “Maurizio”, pseudonimo di Ferruccio Parri.

Il 20 febbraio 1945 fu catturato dai fascisti. Sottoposto a torture e interrogatori nella sede dell’Ufficio politico investigativo, venne poi condotto in piazza Corvetto. Tentò la fuga, ma fu ucciso da un brigadiere, attendente del prefetto. Aveva 31 anni.

Oggi una lapide in via Roma, nei pressi di piazza Corvetto, ricorda il luogo della sua morte. Il suo nome è stato dato al liceo scientifico statale di Voltri e Sestri Ponente e a una strada di Genova, segni tangibili di una memoria che, a 81 anni di distanza, continua a rappresentare un patrimonio civile per la città e per il Paese.

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