Traverso (Siap): "Bene ApriMaddalena, ma a Genova e in Liguria nessuno parla di attività investigativa"
di Redazione
Abbiamo appreso con favore che in via della Maddalena 25R è stato restituito alla città uno spazio un tempo nelle mani della criminalità organizzata, alla mafia.
"ApriMaddalena, un Mosaico Urbano", inaugurato giovedì 24 settembre, offrirà al quartiere supporto burocratico, ascolto psicologico e corsi di fumetto per i giovani, grazie a un patto di collaborazione promosso dal Municipio I Centro Est. Una notizia che accogliamo con favore.
Ma è proprio partendo da questa iniziativa che vogliamo porre una questione che il SIAP di Genova ripete da tempo, inascoltata: in questa città si parla troppo poco, anzi quasi per niente, di attività investigativa. Il dibattito pubblico si esaurisce quasi sempre nella richiesta generica di "più sicurezza", senza mai entrare nel merito di quale sicurezza serva davvero a Genova. Perché Genova non è una città come le altre, non è paragonabile a nessun'altra realtà del Paese: Genova è Genova, con caratteristiche sue proprie che un approccio generico non può cogliere.
Ed è lo stesso silenzio che circonda, più in generale, il tema delle mafie a Genova e in Liguria: se ne parla sempre troppo poco. La mafia cambia pelle a seconda delle situazioni con cui deve convivere, e oggi si sta radicando sfruttando la situazione sociale che vive il nostro territorio. Per contrastarla serve una presenza investigativa dello Stato costante, continua, non episodica. Ed è proprio perché di questo si parla poco che il SIAP ritiene giusto continuare a insistere su questo punto.
Non si può pensare che il problema si risolva soltanto con l'ordine pubblico e il controllo del territorio. Serve un tipo specifico di attività investigativa che, oggi, a Genova non riesce a essere espresso per i noti problemi di carenza di organici — dati che come SIAP abbiamo già fornito più volte, e che non staremo qui a ripetere ulteriormente. Le poche risorse disponibili continuano a non essere impegnate su questo fronte.
Eppure con un reale coordinamento istituzionale si potrebbe fare molto di più. Un dialogo autentico tra Comune, Questore e Prefetto — che metta a disposizione anche le risorse professionali della polizia locale, in un lavoro realmente condiviso con la nostra amministrazione — potrebbe cambiare le cose. Ma di questo, semplicemente, non si vuole parlare: si preferisce proseguire con un modello di sicurezza che, di fatto, è identico a quello degli ultimi dieci anni.
È inutile limitarsi a chiedere sempre e solo più risorse a Roma: oltre a quello bisogna provare a “fare il pane con la farina che si ha”, mettendo insieme quello che già abbiamo in modo mirato e consapevole. Solo così iniziative positive come quella di via della Maddalena potranno inserirsi in una strategia complessiva di contrasto alla criminalità, e non restare episodi isolati.
Roberto Traverso
Siap Liguria
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