Nave delle armi, lunedì portuali in presidio in lungomare Canepa
di Fabio Canessa
1 min, 44 sec
Il Calp: "Non deve attraccare a Genova né ora né in futuro". Cgil: "Bene la risposta della città"
Le rassicurazione della Capitaneria di Porto sulla natura "civile" del carico che dovrebbe essere imbarcato a Genova lunedì mattina dal cargo saudita Bahri Yambu non bastano al collettivo autonomo dei lavoratori portuali (Calp) che ha deciso di organizzare un presidio al varco portuale Etiopia, in lungomare Canepa a partire dalle 9.
Il Calp rende nota l'iniziativa con un post sulla pagina Facebook del collettivo. Il cargo trasporta armamenti, imbarcati ad Anversa, destinati all'Arabia per la guerra in Yemen. "Una nave saudita carica di armi, la Bahri Yanbu, è in arrivo nel porto di Genova - scrivono - Quella nave non deve attraccare a Genova né ora né in futuro. Invitiamo tutta la cittadinanza a partecipare ad una battaglia che non può essere solo dei lavoratori ma di chiunque voglia opporsi alla violenza della guerra in ogni sua forma".
Ieri i portuali, riuniti in assemblea, avevano deciso di verificare lunedì il manifesto di carico del cargo dicendosi pronti allo sciopero se la nave non caricherà materiale civile come dichiarato dalla prefettura. Il caso del cargo è scoppiato dopo che il porto francese di Le Havre, dove la nave avrebbe dovuto imbarcare cannoni, aveva vietato l'attracco. Portuali genovesi, sindacati, forze politiche di sinistra e associazioni pacifiste chiedono che ciò accada anche a Genova "anche se dovesse caricare proiettili vuoti".
La Camera del lavoro di Genova esprime "la propria soddisfazione per la ferma reazione della città in risposta all'arrivo della nave saudita Bahri Yanbu e per le rassicurazioni del prefetto sulla natura del carico che sarà imbarcato da Genova".
"La Cgil ha chiesto che i trattati internazionali firmati anche dall'Italia, a difesa dei diritti umani, vengano rispettati e chiede alla politica e al Governo di intervenire in ogni caso in cui se ne prospetti una violazione. A questo proposito la Camera del Lavoro ribadisce la propria contrarietà all'utilizzo del Porto per casi come quello della Bahri Yanbu e chiede l'apertura dei porti per l'accoglienza di rifugiati e migranti. Come accaduto in questa occasione, la Camera del Lavoro continuerà a vigilare ed ad essere pronta a mobilitarsi nel caso in cui ciò si dovesse nuovamente verificare".
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