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Msc-Messina, no al controllo congiunto sulla gestione terminalistica

di Marco Innocenti

"I poteri di gestione del terminal resteranno in capo ai consiglieri delegati dal Gruppo Messina"

Il parere dell'Avvocatura dello Stato arrivato la scorsa settimana in Autorità di Sistema Portuale, oltre a dare luce verde alla decisione sulla fusione Psa-Sech, ha anche chiarito i contorni dell'ingresso di Msc all'interno del Gruppo Messina. Non più controllo congiunto ma controllo della divisione terminalistica che dovròà restare in capo al Gruppo Messina, con la Marinvest, controllata MSC, che entrerà al 49% nel capitale del gruppo genovese. 

"Sostanzialmente - ha spiegato Stefano Messina - abbiamo adeguato la Corporate Governance della nostra società e visto l'eccellente rapporto che abbiamo con il Gruppo Msc non abbiamo bisogno di avere particolari sistemi di controllo o veti da parte loro perché ci governa un rapporto fiduciaro tale per cui, per quanto riguarda il ramo d'azienda terminalistico, l'esercizio dei poteri di gestione sarà esclusivamente riservato ai membri di nomina di Gruppo Messina. Cosa cambia? Cambia qualcosa nel senso che siamo due soci ma per la divisione terminalistica la gestione è solamente in mano ai consigliere delegati nominati dal Gruppo Messina".

Questo dettaglio potrebbe influire anche nel prossimo voto in Comitato di gestione (previsto per il prossimo 20 luglio) sulla fusione Psa-Sech. Rinunciando al controllo congiunto, Msc ha di fatto rispettato alla lettera il dettame del discusso articolo 18 comme 7, che vieta ad uno stesso terminalista di detenere più di una concessione. Facile pensare che, al momento della discussione in Comitato di gestione, qualcuno non mancherà di sottolinearlo.