Morto sul lavoro a Genova, sindacati e istituzioni: “Basta vittime nei cantieri”
di R.C.
Autorità e sindacalisti unanimi sulla necessità di rafforzare la tutela della sicurezza sul lavoro
Dalla politica ai sindacati, è unanime il cordoglio dopo la morte dell’operaio di 61 anni avvenuta questa mattina a Bolzaneto, a Genova, dove il lavoratore è rimasto schiacciato da un macchinario mentre era impegnato nella sua attività. Ma accanto al dolore, molte voci chiedono con forza più sicurezza e responsabilità per fermare quella che viene definita una vera e propria “strage” nei luoghi di lavoro.
La Cgil di Genova ha espresso vicinanza alla famiglia, agli amici e ai colleghi della vittima, sottolineando come sia necessario fare al più presto chiarezza sulla dinamica dell’incidente e accertare eventuali responsabilità. Per il sindacato è “inaccettabile che il lavoro continui a essere causa di morte e sofferenza per chi deve lavorare per vivere”. Da qui la richiesta di rendere salute e sicurezza una priorità per le aziende e di rafforzare gli organici degli enti di controllo, spesso – secondo la Cgil – sotto organico e con pochi strumenti a disposizione.
Sulla stessa linea anche la Cisl Liguria. Il segretario generale Luca Maestripieri ha parlato di “ennesima morte sul lavoro” che non può essere liquidata come fatalità, ma rappresenta il simbolo di un sistema che non protegge abbastanza i lavoratori. Secondo la Cisl servono controlli più rigorosi, investimenti obbligatori in prevenzione, formazione continua e manutenzione costante dei macchinari.
Ancora più duro il commento della Uil Liguria, che parla apertamente di “omicidio”. Il sindacato sostiene che non si tratti di una fatalità ma di una morte che “si poteva e si doveva evitare”, denunciando possibili negligenze, tagli ai costi sulla sicurezza, formazione insufficiente e controlli inadeguati. Per la Uil è necessario che magistratura e ispettori facciano piena luce sull’accaduto e sulle condizioni di sicurezza del luogo di lavoro.
Dal fronte istituzionale è arrivato il cordoglio delle autorità locali. La sindaca di Genova Silvia Salis ha definito l’accaduto “una ferita per la città”, ricordando che il lavoro deve essere sempre un luogo di dignità e tutela e mai un rischio per la vita. Anche il presidente della Regione Liguria Marco Bucci ha espresso vicinanza alla famiglia e ai colleghi della vittima, parlando di una tragedia che colpisce tutta la Liguria e assicurando disponibilità al confronto con le parti sociali.
Il presidente del Consiglio regionale Stefano Balleari ha parlato di una perdita che colpisce l’intera comunità, sottolineando come ogni morte sul lavoro rappresenti una ferita per il territorio e richiami tutti alla massima attenzione sul tema della sicurezza.
Dal mondo politico arrivano richieste di rafforzare prevenzione e controlli. Il Movimento 5 Stelle e la Lista Orlando-Linea Condivisa parlano di un sistema di prevenzione ancora troppo debole rispetto ai rischi presenti nei luoghi di lavoro e chiedono interventi prima che accadano tragedie. Anche le senatrici di Italia Viva Raffaella Paita e Annamaria Furlan sottolineano come l’ennesima vittima sul lavoro imponga una riflessione sulla “strage quotidiana”, ribadendo la necessità di investire di più sulla sicurezza perché, affermano, “di lavoro non si può morire”.
La morte dell’operaio di 61 anni è la prima registrata a Genova nel 2026 e riporta al centro del dibattito il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro, su cui sindacati e politica chiedono interventi concreti oltre alle parole di cordoglio.
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