Sanità: medici di famiglia e pediatri di libera scelta in stato di agitazione
di Redazione
In questa seconda fase della pandemia "stiamo assistendo al collasso degli ospedali, dei pronto soccorso e del territorio"
Medici di famiglia e pediatri di libera scelta sono in stato di agitazione.
In questi mesi di pandemia i medici di medicina generale hanno continuato a svolgere le proprie attività ordinarie in studio tra mille difficoltà, essendo ora il sistema quasi tutto concentrato nella cura dei malati di covid.
Attività ordinarie che consistono nel curare pazienti neoplastici, diabetici, oncologici occupandosi anche della presa in carico dei malati covid che devono essere monitorati a domicilio. I medici sono sottoposti ad orari e condizioni di lavoro pesanti anche perchè spesso chiamati a sostituire colleghi covid positivi.
I medici chiedono il potenziamento della rete territoriale della medicina generale, con l'assunzione delle Usca, il rafforzamento degli organici degli uffici di igiene e sanità pubblica, nuove assunzioni dei medici di medicina generale convenzionati, di guardie mediche, di medici 118 e penitenziari e dei pediatri di libera scelta. Lo stato d'agitazione è stato proclamato dalle organizzazioni sindacali Federazione CIPe SISPe SINSPe, Fp Cgil Medici e Dirigenti SSN, La.Pe.L, SIMET, SMI, SNAMI, pari al 45% dei medici convenzionati.
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