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Maria Elena Bottazzi a Telenord: "Il Nobel un sogno. Mi mancano Genova e la focaccia"

di Matteo Angeli

"Omicron tra poche settimane sparirà, vedremo quale variante arriverà. Fino a quando non vaccineremo i paesi poveri non vedremo la fine"

Maria Elena Bottazzi, la scienziata candidata al Premio Nobel per la pace, è nata a Genova e precisamente nel quartiere di Albaro. E in Albaro, in via Boselli, vive ancora la mamma mentre lei ormai da tanti anni ha lasciato l'Italia. 
Insieme al collega Peter Hotez (candidato anche lui), Maria Elena ha sviluppato un vaccino “sostenibile” per tutti. A cominciare dai Paesi più poveri. Un vaccino economico, facile da produrre, efficace all’80% ma – soprattutto – non coperto da alcun brevetto: Maria Elena Bottazzi è la mente di Corvebex, un siero pensato per tutti quei Paesi che non possono sostenere gli attuali costi di vaccinazione.

"A nove anni sono andata in Honduras con papà e li ho studiato all'Università e poi mi sono trasferita negli Stati Uniti per un dottorato in immunologia e patologia molecare. Mi manca molto la Liguria, mi manca Genova e la mia famiglia ma anche la focaccia. Ogni tanto provo a fare il pesto ma il basilico che c'è qui non ha niente a che vedere con quello originale...

Sul Covid. "Non so se davvero si inizia a vedere la luce in fondo al tunnel, purtroppo è un film già visto. Queste varianti arrivano anche e soprattutto da popolazioni non vaccinate e allora fino a quando non riusciremo a chiudere questa iniquità di accesso non vedremo la fine. Arriveranno altri varianti. Da anni il nostro centro di sviluppo lavora per i paesi poveri, non vogliamo avere brevetti proprio per permettere a tutti di usufruire di certe medicine. Se non chiudiamo con questa iniquità di accessi non usciremo mai uscire da questa situazione".