La segreteria regionale ligure del Pd dice no alla candidatura di Sansa

di Antonella Ginocchio

Si sconfessa il vertice romano e si chiede un azzeramento delle candidature ritenute “non civiche”

Una poltrona per tre o,meglio, tre per una poltrona. Tanti erano gli aspiranti candidati alla carica di presidente della Regione Liguria per l’inedita coalizione Centrosinistra-Movimento 5 Stelle: Ferruccio Sansa, giornalista del Fatto quotidiano, Aristide Massardo, ex preside di ingegneria e Ariel dello Strologo, avvocato e presidente della comunità ebraica di Genova. Quest’ultimo era voluto fortemente dal Pd, in quanto ritenuta figura capace di raccogliere i consensi di moderati e liberali.

Ma sul suo nome è sceso il veto di una parte consistente del Movimento 5 Stelle che ritengono Dello Strologo una figura “non vergine” della politica, insomma un non civico.

Poi nella notte tra martedì e mercoledì una prima, apparente svolta: nell’incontro romano, che vede impegnata una delegazione ligure ed i vertici nazionali dei partiti, tra i quali Vito Crimi, reggente del Movimento 5 Stelle e lo spezzino Andrea Orlando, vicesegretario nazionale del Pd, si trova – così sembreva - una quadra sul nome di Sansa.

Ma il segretario regionale del Pd della Liguria, Simone Farello chiede tempo, per convocare una segreteria. Bisogna fare una verifica interna. Non è un mistero che il nome di Sansa sia indigesto al Pd, maggior azionista della compagine. Ed il verdetto sembra unanime, da Sarzana a Ventimiglia. Questa candidatura non s’ha da fare. O si azzera tutto o si rompe l’inedita coalizione, l’unica del genere finora sperimentata in Italia. E pazienza se così il Pd ligure entra in conflitto con l’onorevole Orlando, che peraltro in Liguria ha le sue radici. 

Si attende ora un passaggio romano, ma intanto il Pd vuole l'azzeramento delle candidature "non civiche". E' tutto da rifare.