La rinascita del Pd e la rincorsa di Ariel

di Wanda Valli

Accadde a Bucci, in testa ma staccato di soli sei punti da Crivello, si ritrovò sindaco, al ballottaggio, con quasi venti punti in più rispetto al primo turno

A dar retta ai numeri, ma solo a quelli dei sondaggi, come quello commissionato da Telenord a YouTrend, la partita per conquistare palazzo Tursi è già bella che giocata prima ancora di incominciare. Perché il distacco tra i due principali contendenti: Marco Bucci (centrodestra e liste civiche) e Ariel Dello Strologo (centro sinistra e lista civiche) è di quasi 20 punti a favore del sindaco uscente: Bucci 55, Dello Strologo 37.

Ma sia la storia recente dei sondaggi, che quella delle elezioni amministrative di Genova, apre altri possibili scenari. Numerici e politici. Per non dire della giostra dei partiti e dentro i partiti. Incominciamo da questi, dal mondo politico che in cinque anni è cambiato praticamente in tutto. E allora riavvolgiamo il film e torniamo, per un po’, al 2018, anno di rinnovo del Parlamento. È l’anno del disastro del Pd che, in media nazionale, mai era sceso sotto il 20 per cento e ora si attesta intorno al 18, una debacle.

I numeri, questa volta reali, di voti infilati nelle urne, per Genova segnalano un Pd al 21.7, stra superato dal M5S gran trionfatore, a Genova, in Liguria e in tutta Italia. A Genova con più del 32 per cento, un bottino che, ancora adesso, gli permette di far sentire il suo peso in Parlamento. Ma c’è dell’altro. In quelle elezioni politiche che lasciano molti a sinistra attoniti, per una sconfitta epocale davvero, la Lega di Matteo Salvini non ha ancora raggiunto la vetta di tre anni fa ma a Genova si guadagna un più che soddisfacente 16.66 per cento, mentre Fratelli d’Italia, adesso primo partito italiano, a Genova, come tradizione, in quel 2018, non ottiene più del 3 per cento.

Forza Italia da tempo in fase calante mantiene una quota che in Liguria si aggira intorno al 9 per cento. Torniamo a oggi per provare a capire se e perché la disfida di Tursi è ancora aperta. Il sondaggio commissionato da Telenord, oltre alle intenzioni di voto per i candidati, ha chiesto anche le preferenze ai partiti. E qui la situazione del 2018 si ribalta. Perché il Pd ora a Genova, se si votasse per le politiche, avrebbe oltre il 30 per cento di consensi accreditati, seguito dalla Lega con il 16 e dal M5S con il 13. E Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni confinato al 12 per cento.

Un salto che riporta Genova nel suo ruolo storico di città di sinistra o almeno di centro sinistra, che dal 2017 in poi era stata una tra le sorprese maggiori nel suo spostarsi verso un candidato come Bucci voluto dalla Lega e da tutto il centrodestra. Bucci, che aveva come competitor Gianni Crivello, fu in testa sin dal primo turno.

Adesso il sondaggio prova a capire la fiducia in diversi protagonisti della politica: a partire dal premier, Mario Draghi, in testa con il 69 per cento, seguito dal presidente della Regione con il 51.4 per cento e con il sindaco Marco Bucci che lo supera con il 57 per cento. Mentre Dello Strologo è molto distanziato. E allora come può fare a rimontare e poi giocarsi tutto al ballottaggio? Accadde a Bucci, in testa ma staccato di soli sei punti da Crivello, si ritrovò sindaco, al ballottaggio, con quasi venti punti in più rispetto al primo turno.  Può succedere di nuovo? Chissà.