Intermodal Forum Sardegna, Pessina (Assagenti) a Telenord: "Decarbonizzazione e shipping, il mercato corre mentre la geopolitica frena"
di Luca Pandimiglio
"Siamo passati da una fase in cui la globalizzazione spingeva con forza verso la decarbonizzazione a una situazione di grande confusione"
Paolo Pessina, presidente Assagenti, dice a Telenord: "Anche noi siamo protagonisti della transizione energetica. Rappresentando le grandi linee internazionali, facciamo parte a pieno titolo del processo di transizione ecologica. Tuttavia, come abbiamo detto questa mattina, su alcuni aspetti la nostra visione è diversa. Nonostante le numerose regolamentazioni, che stanno generando molte polemiche per le difficoltà applicative in Europa e per le distorsioni della concorrenza, il punto focale per noi resta uno: è il mercato a chiedere la decarbonizzazione. I nostri clienti sono grandi imprese internazionali che producono beni di consumo e che hanno inserito la riduzione delle emissioni tra i pilastri delle loro strategie di marketing e di posizionamento territoriale. Al di là delle regole e delle leggi, quindi, ci siamo trovati ad affrontare il tema della decarbonizzazione prima di tutto per rispondere alle richieste dei clienti",
Quadro geopolitico - "Il quadro geopolitico attuale è però estremamente complesso. Siamo passati da una fase in cui la globalizzazione spingeva con forza verso la decarbonizzazione a una situazione di grande confusione. In passato si era trovato un compromesso tra chi era contrario e chi favorevole alla decarbonizzazione; oggi, di fatto, non esiste più alcun accordo. Ricordo che la commodity più trasportata al mondo è ancora il petrolio. Paesi come la Cina, ad esempio, si sono dati obiettivi di decarbonizzazione nel medio-lungo periodo, ma producono pannelli solari e batterie utilizzando il carbone, per poi venderli all’Europa per la transizione ecologica. Le guerre in corso, dall’Ucraina a Gaza, stanno ulteriormente mettendo in discussione anche quel poco di equilibrio che era stato raggiunto".
Costo ETS - "Per quanto riguarda la polemica sulle tasse, l’ETS è emblematico di un’idea che poteva essere corretta ma che è stata applicata male. Essendo introdotta in modo unilaterale, finisce per colpire la competitività e l’economia europea. Oggi siamo concentrati sull’applicazione dell’ETS allo shipping, ma cosa succederà quando verrà esteso alle aziende energivore? Pensiamo, ad esempio, ai produttori di piastrelle, un’eccellenza della pianura padana, che rischiano seriamente di essere messi fuori mercato. Come compagnie di navigazione, in modo trasparente, stiamo ribaltando il costo dell’ETS sul mercato: esiste ormai un sovrapprezzo ETS sui noli, che viene pagato dalla merce e, a cascata, dall’intera filiera fino al consumatore finale. Ancora una volta abbiamo scelto di correre più velocemente degli altri, senza equilibrio, e questo sta creando problemi molto rilevanti".
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