Il centrodestra non trascuri la forza delle liste civiche. E il centrosinistra non sottovaluti risposte ed emozioni

di Giampiero Timossi

Abbiamo raccontato la prima puntata del sondaggio che Telenord ha commissionato a YouTrend, nel prossimo inseriremo anche le liste civiche

“Non parlo di green pass, ma di vaccinazioni. Come sindaco sono responsabile della salute della città e mi sento in dovere di consigliare, anzi di suggerire fortemente a tutti i cittadini di vaccinarsi. Oggi l’arma migliore che abbiamo per sconfiggere il virus è questa”. Era il settembre 2021, la pandemia sembrava stesse per finire e invece non è ancora finita, Marco Bucci sindaco di Genova accoglieva un giornalista nel suo ufficio a Palazzo Tursi, la chiacchierata scorreva rapida, i raggi di un sole settembrino facevano capolino dalle finestre, il giornalista non aveva mai intervistato prima Bucci e alla fine, nella redazione romana de Il Foglio, scelsero di titolare così la chiacchierata: “Tra Salvini e Giorgetti il sindaco di Genova Bucci sceglie i vaccini”.

Pare ci abbia azzeccato, gli accade spesso. Perché ora per raccontare la prima puntata del sondaggio che Telenord ha commissionato a YouTrend si può anche partire da qui, iniziare a ragionare su quanto fatto e su questa frase detta a settembre, per arrivare a una percentuale che si attesta al 70,4%. È il giudizio positivo o molto positivo che i genovesi hanno espresso sul lavoro della giunta Bucci per quanto riguarda la gestione della crisi Covid. In realtà, lo sappiamo bene, in Italia sono le Regioni ad avere competenza sulla Sanità, sappiamo anche come detto da Bucci che il sindaco è responsabile della salute della città, ma questa percentuale di fiducia così elevata indica probabilmente un’altra cosa.

La cosa può essere questa: iniziando dai giorni tragici del crollo di ponte Morandi, proseguendo nell’ora più buia della pandemia, anche i genovesi avevano bisogno di qualcuno che li facesse sentire protetti. Volevano qualcuno da ascoltare e che sapesse ascoltare, poco importa se lo sguardo era crucciato e il tono a tratti burbero. Molti, certo non tutti, probabilmente qualcuno in più rispetto a quelli che lo avevano votato nel 2017, hanno trovato nel sindaco di Genova un signore con la barba bianca e i modi di chi non ti fa sentire abbandonato. E se quel 70,4% è il picco del gradimento sull’operato di Bucci, è vero che comunque il giudizio degli intervistati è complessivamente positivo (69,6%). Poi, a guardar bene, le tre percentuali più basse sono, a scendere, infrastrutture (55,4%), porto (55,2%) e trasporto pubblico (50% soddisfatti).

Sono punti sui quali il sindaco in prima persona e i suoi assessori volgono lo sguardo da cinque anni, probabilmente convinti (almeno si spera) che ci sia ancora da lavorare. Quindi? Quindi è la presenza (rassicurante) della figura del sindaco che premia Bucci nel sondaggio di Telenord, probabilmente più di altri elementi. E che lo proietta, in attesa del nuovo sondaggio che partirà a giorni, a un più 18% rispetto ad Ariel Dello Strologo, candidato progressista. Sondaggio che, almeno informalmente, non è stato affatto gradito all’entourage di Dello Strologo. Per carità, ne hanno assolutamente facoltà, basta non mettere in discussione l’assoluta buonafede del lavoro fatto e l’autorevolezza di YouTrend.

È una stima attestata anche dalla credibilità che YouTrend raccoglie dalle più importanti reti televisive nazionali per le quali lavora. Intanto nelle prossime puntate del sondaggio di Telenord verranno inserite anche le intenzioni di voto relative alle liste presenti a Genova, dato non previsto in questo primo round e decisione presa in comune accordo tra l’analista politico Lorenzo Pregliasco (direttore di YouTrend) e la nostra redazione. Infatti nel periodo di raccolta delle interviste e fino alla chiusura delle prime consultazione campione (2 maggio) molte liste non erano ancora state presentate, e altre ancora non lo sono.

Però c’è già un altro dato interessante raccolto da YouTrend e contenuto nel sondaggio commissionato da Telenord, che sonda quali sarebbero le intenzioni di voto se i genovesi, oggi, venissero chiamati a rieleggere deputati e senatori. Il dato dice il Pd è, con il 30,3%, il primo partito di Genova e rispetto al voto delle politiche del 2018 sale di otto punti abbondanti. Salgono anche Fratelli d’Italia, anche in questo caso di 8 punti percentuali, dal 3,31 per cento all’11,2%. Tiene sostanzialmente, su proiezione nazionale, la Lega di Matteo Salvini che perderebbe un irrilevante 0,99%. Nelle intenzioni di voto scende invece il Movimento Cinque Stelle, che perde un 20,26%. Scende anche Forza Italia, che passa dal 9,17% all’8,1%, diventando a Genova il quinto partito.

Tutto, come dicevamo, senza tenere ancora presente la probabile erosione delle liste civiche, soprattutto nel centrodestra, ovvero 'Vince Genova' e 'Genova Domani' del candidato sindaco Marco Bucci e 'Toti per Bucci' (costruita dal governatore). Su questo punto vale la pena soffermarsi, sintetizzando alcune dichiarazioni. Il primo pensiero lo ha espresso qualche giorno fa Antonio Tajani, esponente di spicco di Forza Italia: arrivato a Genova ha riservato qualche critica sottile e anestetizzata (stile campagna elettorale) al disegno politico di Toti, rivendicando il centralismo di Forza Italia e una maggiore attenzione per i suoi nella gestione delle cariche. Venerdì mattina, 6 maggio ndr, a Telenord l’ottimo notaio Francesco Felis, candidato forzista, l’ha detta ancora più chiara: vanno bene le liste civiche, ma poi per andare a parlare a Roma (al Palazzo) il ruolo dei partiti è fondamentale. Vero, il notaro ha ragione. Nulla però vieta a Toti di voler pensare a un nuovo partito.

Ecco, questo sembra oggi il più insidioso avversario del centrodestra: sottovalutare le idee di amministratori come Bucci e Toti, quasi relegandoli a un ruolo minore di “lavoratori della cosa pubblica”. Forse non sarà un ostacolo in queste amministrative, ma sono situazioni che alla fine logorano, comunque. Sono anche queste le note a margine che si possono leggere nel sondaggio di Telenord, magari solo perché qualcuno (come lo scriba) vuole vedere nei numeri di un rilevamento la forza della passione politica.

Passione che ha anche Ariel Dello Strologo, perché si vede nell’impegno che mette nella rincorsa e perché di impegno parla la sua storia politica, che certo non nasce con questa candidatura. E allora un piccolo suggerimento, non richiesto, si può dare anche a lui: continui ad ascoltare la gente, più che i compagni di partito o chi gli suggerisce strane analisi indicando come “ingannevoli” certi sondaggi. Magari invece sono solo le emozioni di una città che ha bisogno di risposte e affetto.