“I fili oscuri del Male - Racconti dall’abisso”: un viaggio nelle profondità più inquietanti dell’animo umano
di Redazione
Un abisso che non è lontano, ma vive nelle pieghe della realtà quotidiana. È da qui che prende forma “I fili oscuri del Male - Racconti dell’abisso”, la nuova raccolta di Roberta Perdelli Bottino, pubblicata da De Ferrari Editore: un’opera che intreccia horror, noir e suggestioni gotiche in un percorso narrativo intenso, capace di insinuarsi nella mente del lettore.
Le sei storie che compongono il volume si muovono tra scenari potenti e carichi di atmosfera – dalle Dolomiti ai vicoli di Genova, fino a dimensioni sospese tra mito e storia – ma condividono un’unica, inquietante matrice: il Male. Non un concetto lontano o astratto, ma una presenza concreta, radicata nelle scelte e nelle responsabilità umane.
«Il Male nasce sempre da un atto umano. Guardarlo significa riconoscerlo e scegliere di non normalizzarlo», afferma l’autrice, offrendo una chiave di lettura netta e senza compromessi.
Ogni racconto rappresenta una discesa progressiva nell’oscurità: una notte di Capodanno che si trasforma in incubo in una baita isolata; la frattura interiore di un uomo sospeso tra normalità e violenza; una maledizione ancestrale che riaffiora attraverso il mito di Medusa; una giornalista pronta a oltrepassare ogni limite pur di arrivare per prima sulla scena del delitto; il genio tormentato di Niccolò Paganini legato a un patto diabolico; e infine una Genova del Cinquecento attraversata da streghe, torture e simboli destinati a sopravvivere al tempo.
Nell’introduzione, la scrittrice guida il lettore in una discesa consapevole nell’abisso umano, dove l’orrore non è evasione ma lente di ingrandimento sulla realtà. È proprio in ciò che resta non detto che la narrazione trova la sua forza: silenzi, dettagli, atmosfere che lavorano nell’ombra e costruiscono una tensione sottile ma persistente.
A impreziosire il volume, la prefazione dello scrittore Danilo Arona, figura di riferimento dell’horror italiano, che ne riconosce il valore e l’appartenenza a una tradizione capace di indagare il lato più oscuro dell’esistenza. A sottolinearne l’impatto anche Federico Zampaglione, musicista dei Tiromancino e regista horror, che definisce l’autrice «straordinaria e inquietante», aggiungendo: «Se deciderai di leggere questi racconti di notte, resterai sveglio, avvolto dal nero più profondo dell’inchiostro».
“I fili oscuri del Male - Racconti dall’abisso” non è soltanto una raccolta di racconti, ma un invito a guardare senza filtri ciò che spesso si preferisce ignorare. Perché l’abisso, suggerisce l’autrice, non è altrove: è nelle scelte quotidiane. E scegliere di non vederlo, troppo spesso, significa lasciarlo vincere.
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